La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso apertura verso l'idea di vietare l'accesso ai social network ai minori di 14 anni. In un'intervista a "Repubblica", ha chiarito di non opporsi alla misura, specificando però che sarà il Parlamento a dover decidere in merito. Tale apertura riattiva un dibattito, già presente tra diverse forze politiche, ma che finora non ha portato a una normativa concreta.
Reazioni politiche e proposte
Marianna Madia, deputata di Italia Viva, ha reagito all'apertura di Meloni annunciando, insieme al Partito Democratico, un emendamento al nuovo decreto sicurezza per accelerare l'introduzione di queste restrizioni. Anche Lavinia Mennuni di Fratelli d'Italia e Simona Malpezzi del Partito Democratico avevano precedentemente lavorato a una proposta bipartisan per la tutela dei minori nel contesto digitale, ma questa non ha completato il suo iter parlamentare. La Madia ha accusato il governo di aver rallentato l'approvazione del testo, promettendo di riproporre un emendamento.
Confronto parlamentare e sfide operative
Stando alle dichiarazioni di Meloni, il tema ha già visto una certa collaborazione trasversale tra i partiti. Tuttavia, il Movimento 5 Stelle ha manifestato la necessità di affiancare alle restrizioni anche interventi di educazione digitale nelle scuole. Una potenziale legge sul divieto comporterebbe la necessità di implementare nuovi sistemi di verifica dell'età e di stabilire obblighi precisi per le piattaforme social. Nonostante non sia ancora stato introdotto alcun divieto, le recenti dichiarazioni e le iniziative delle opposizioni potrebbero velocizzare il processo legislativo.




