La USS Abraham Lincoln è una portaerei statunitense schierata al largo dell’Iran con oltre 5.000 marinai e Marines a bordo, da più di 250 giorni in dispiegamento.
Il quadro che emerge dalle testimonianze raccolte da Ms Now è quello di un equipaggio militare provato da turni pesanti, morale basso e difficoltà quotidiane sempre più concrete. La nave, impegnata nel contesto della guerra lanciata dal presidente Donald Trump, sarebbe arrivata a una fase di forte stress operativo e umano.
Portaerei Iran, cosa denunciano le famiglie
Secondo i familiari di alcuni militari imbarcati, le condizioni sulla USS Abraham Lincoln sarebbero diventate critiche soprattutto per cibo e beni di prima necessità. In alcune occasioni, ai membri dell’equipaggio sarebbero stati serviti pasti ridotti a mezza ciotola di riso e due tortillas.
Le segnalazioni non riguardano solo le carenze alimentari. Nel negozio di bordo, stando ai racconti dei parenti, sarebbero finite le scorte di prodotti essenziali come sapone, deodorante e dentifricio.
Tra i problemi indicati figurano anche:
- servizi igienici non funzionanti; - docce con muffa; - assenza di acqua calda; - settimane senza lavanderia disponibile.
Per chi vive e lavora su una portaerei per mesi, dettagli di questo tipo possono incidere pesantemente sulla tenuta psicologica, oltre che sulla vita quotidiana.
Il morale dell’equipaggio e l’allarme a bordo
Bonnie York, il cui figliastro presta servizio sulla Lincoln, ha descritto una situazione molto tesa: “Il morale non è buono”. Secondo quanto le sarebbe stato riferito, il medico o terapeuta della nave avrebbe avvertito che serve uno scalo in porto in tempi rapidi, altrimenti le persone rischiano di “perdere la testa”.
La cronologia del dispiegamento aiuta a capire la pressione accumulata. La portaerei ha lasciato San Diego a novembre ed è arrivata in Medio Oriente a gennaio. Da allora la missione si è prolungata oltre i 250 giorni.
Tim Hontz, portavoce della Quinta Flotta, ha riconosciuto che la situazione è impegnativa per l’equipaggio. Allo stesso tempo ha assicurato che la USS Abraham Lincoln resta pienamente capace di eseguire tutte le missioni assegnate.
Le reazioni politiche e le critiche a Trump
La vicenda ha provocato preoccupazione anche sul piano politico. La deputata democratica Sara Jacobs si è detta profondamente preoccupata per la stanchezza dei militari e per la loro salute mentale.
Le critiche, però, arrivano anche da famiglie che avevano sostenuto Donald Trump alle elezioni. Nicole Conrad, madre di un marinaio, ha accusato il presidente di aver trascinato il Paese in un conflitto in cui, a suo giudizio, non avrebbe dovuto entrare.
Anche Bonnie York ha raccontato di aver votato Trump perché aveva promesso che non avrebbe portato gli Stati Uniti in guerra. Ora, invece, ritiene che le forze armate siano state spinte al limite.
Hegseth e la smentita sulle carenze alimentari
Ad aprile Pete Hegseth, capo del Pentagono, aveva definito fake news le notizie sulle carenze alimentari a bordo della USS Abraham Lincoln e della USS Tripoli.
Le nuove testimonianze riportate da Ms Now, tuttavia, rilanciano il tema delle condizioni effettive sulla nave e del peso che un dispiegamento così lungo può avere sul personale militare.
La richiesta: verificare le condizioni sulla nave
Nicole Conrad ha chiesto a Pete Hegseth di controllare personalmente la situazione a bordo. Per i familiari, il punto non è solo operativo: riguarda la salute, la dignità e la tenuta psicologica di oltre 5.000 persone impegnate lontano da casa.
La USS Abraham Lincoln, secondo la Quinta Flotta, continua a essere pronta per le missioni. Ma dalle famiglie arriva un messaggio diverso: prima che il morale dell’equipaggio ceda del tutto, serve un intervento concreto.




