La Regione deve affrontare un risarcimento di oltre 80 milioni di euro nei confronti del gruppo San Raffaele SpA di Antonio Angelucci, in seguito a una sentenza emessa dal Consiglio di Stato. Questo obbligo, secondo la Regione, non deriva da una scelta discrezionale dell'attuale Giunta, ma è l'effetto di ritardi imputabili a precedenti amministrazioni.
Obbligo imposto da sentenze giudiziarie
Il risarcimento è stato sancito da due sentenze del Consiglio di Stato. La prima, n. 11323 del 29 dicembre 2023, ha accertato inadempienze della Regione risalenti al 2011. La seconda sentenza, n. 5822/2026, ha fissato l'importo esecutivo: 60,7 milioni di euro per danni, oltre a 16,9 milioni di euro per rivalutazione monetaria e interessi legali. L'attuale amministrazione ha cercato di contestare l'entità del risarcimento, proponendo 3,07 milioni di euro e l'esclusione di alcune voci compensative, ma il Consiglio di Stato ha respinto tali richieste.
Reazioni, opposizioni e iniziative della Regione
La Regione ha attribuito la situazione a un'eredità di cattiva gestione del passato. Ha incaricato l'Avvocatura regionale di presentare un esposto alla Corte dei Conti per accertare eventuali responsabilità per mala gestio. Inoltre, ha invitato le forze politiche di opposizione a non addossare colpe sull'attuale Giunta. Tuttavia, le opposizioni, comprese Pd, M5S, Azione e Italia Viva, hanno espresso forti critiche sulla gestione del contenzioso e sull'incongruenza tra la stima iniziale e l'impegno reale. Le critiche riguardano anche la durata eccessiva delle trattative e il peso economico complessivo dei contenziosi con il gruppo privato.




