La Cassazione ha emesso il suo verdetto definitivo sul disastro ferroviario accaduto il 12 luglio 2016 sulla tratta Andria-Corato. In quell'incidente mortale, persero la vita 23 persone e altre 51 rimasero ferite. La Corte ha confermato le condanne dei due ferrovieri coinvolti ma ha mantenuto le assoluzioni di Ferrotramviaria e dei suoi due dirigenti.
Dettagli della sentenza
Nello specifico, la Corte ha giudicato inammissibile il ricorso del procuratore generale, che aveva chiesto di annullare la sentenza di assoluzione per Ferrotramviaria e i suoi dirigenti, Massimo Nitti e Michele Ronchi. Sono invece state confermate le condanne: 6 anni e 3 mesi di reclusione per il capostazione di Andria e 6 anni e 9 mesi per il capotreno.
Reazioni di Ferrotramviaria
Ferrotramviaria ha reagito alla sentenza attraverso i suoi legali, Michele Laforgia e Tullio Bertolino, esprimendo soddisfazione. Nella nota, i legali hanno sottolineato: “Siamo soddisfatti che la Cassazione abbia confermato l’assenza di responsabilità della Ferrotramviaria nel disastro ferroviario”.
Dichiarazioni del Presidente
Giuseppe Pavoncelli, presidente di Ferrotramviaria, ha dichiarato che la decisione della Corte rappresenta un momento cruciale che conclude un lungo iter giudiziario. Ha inoltre espresso il dolore duraturo per le vittime, sottolineando che la tragedia resta "un’insanabile ferita e un richiamo permanente alla responsabilità e alla sicurezza”.
La sentenza della Cassazione segna così la fine del procedimento legale relativo a una delle più gravi tragedie ferroviarie italiane, confermando le responsabilità individuali dei ferrovieri e l'innocenza della società Ferrotramviaria e dei suoi dirigenti.




