Papa Leone XIV, recentemente sottoposto a un intervento per la rimozione di un cancro ai polmoni, riprenderà le sue visite pastorali, concentrandosi su cinque parrocchie a Roma. Questo annuncio è stato fatto dalla Diocesi di Roma, che ha specificato che il pontefice visiterà una comunità per ciascun settore pastorale della capitale.
Dettagli e Date delle Visite
Le visite pastorali si svolgeranno tra la fine di novembre e dicembre. La prima tappa è prevista per venerdì 27 novembre presso la parrocchia di Sant’Andrea delle Fratte, situata nel cuore di Roma. Il 29 novembre sarà il turno della parrocchia di San Carlo da Sezze ad Acilia, mentre il 6 dicembre il Papa si recherà a Sant’Eligio a Lunghezza. Le ulteriori tappe includono una visita a Santa Lucia il 13 dicembre, data della festa patronale, e la conclusione delle visite a San Roberto Bellarmino, ai Parioli.
Organizzazione delle Visite
Secondo la Diocesi di Roma, le visite si terranno nel pomeriggio e seguiranno uno schema ben definito. Accolto dal cardinale vicario Baldo Reina, dal vescovo ausiliare e dal parroco, Papa Leone XIV incontrerà gli organismi di partecipazione della parrocchia e celebrerà l'Eucarestia. Il cardinale Reina ha sottolineato il valore di queste visite non solo per la celebrazione, ma anche per compiere una verifica pastorale.
Reazioni e Attese dei Sacerdoti
I sacerdoti delle varie parrocchie si sono detti emozionati e onorati dalla notizia. Padre Taras Yeher, viceparroco di Sant’Andrea delle Fratte, ha espresso grande gioia per la visita che coincide con la Festa della Medaglia Miracolosa. Don Simone Giovannella di San Carlo da Sezze ha descritto l’evento come un’opportunità per festeggiare il quarantesimo anniversario della dedicazione della loro parrocchia.
Padre Dario Frattini, parroco di Sant’Eligio, ha accolto la notizia come un dono importante per la loro comunità, sottolineando il bisogno di conferme nella fede. Anche il parroco di Santa Lucia, don Simone Carosi, ha espresso entusiasmo, mentre il viceparroco di San Roberto Bellarmino, don Antonio Panico, ha visto nella visita un'opportunità di comunione ecclesiale.




