Il governo ha approvato un nuovo decreto riguardante l'ex Ilva, con l'obiettivo di attrarre investimenti e favorire il reimpiego dei lavoratori. Tra le misure previste, vi è l'esonero contributivo per le aziende che assumeranno i lavoratori ex Ilva e una protezione significativa anche per i lavoratori dell'indotto, come dichiarato dalla ministra del lavoro Marina Calderone.
Dettagli del decreto
Il decreto si articola su tre filoni principali: la tutela del lavoro, il mantenimento degli impianti mediante un'attività di "riscaldo" e l'incentivazione di nuovi investimenti. Tra le misure incluse c'è una corsia preferenziale per contratti di sviluppo che prioritizzano l'assunzione di lavoratori ex Ilva. Sono previsti finanziamenti, tra cui un prestito di 40,5 milioni di euro e un investimento annuale di 1 milione di euro per il tecnopolo di Taranto.
Mobilitazione dei lavoratori
Nonostante il decreto, i lavoratori dell'ex Ilva continuano la loro mobilitazione, chiedendo concrete garanzie lavorative e un piano industriale solido, evitando il ricorso alla cassa integrazione. In risposta, i sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno indetto altre 48 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti dell'ex Ilva, ritenendo insufficienti le misure del governo.
Situazione a Taranto
A Taranto, i blocchi stradali attuati dai lavoratori sulle statali 7 e 106 hanno paralizzato il traffico merci. Questa situazione ha messo in difficoltà la raffineria Eni e i rifornimenti di gas tecnici e prodotti chimici. A causa dei blocchi, molti distributori di carburante sono a secco e gli aeroporti di Bari e Brindisi stanno affrontando una carenza di carburante.
Richieste dei sindacati
I sindacati chiedono misure per accompagnare i lavoratori alla pensione, il riconoscimento dei lavori usuranti e incentivi per l'uscita volontaria. In previsione di un incontro con il presidente Antonio Decaro alla Regione Puglia, sono stati organizzati pullman per discutere ulteriori misure a sostegno dei lavoratori.




