A 24 ore dall'approvazione della manovra fiscale in consiglio dei ministri, il testo non è ancora disponibile, sebbene sia previsto tra sabato e domenica. Al momento, i dettagli della manovra, discussi per lo più a livello orale, hanno già innescato tensioni tra le forze politiche di governo.
Critiche sulle disparità fiscali
Secondo i primi calcoli della Cgil, le nuove misure fiscali presentano significative disparità tra autonomi e lavoratori dipendenti. Con l'introduzione di una flat tax fino a 100.000 euro e il taglio dell'Irpef per redditi compresi tra 50.000 e 55.000 euro, emergono differenze evidenti. Il sindacato nota che un professionista autonomo con un reddito lordo di 100.000 euro pagherebbe 8.658 euro di Irpef, mentre un dipendente con un reddito di 51.000 euro pagherebbe 14.030 euro. Gli autonomi godrebbero inoltre di un’esenzione dalle addizionali locali, al contrario dei dipendenti che continuerebbero a pagare in media 1.428 euro. Christian Ferrari della Cgil sottolinea come al 92% di lavoratori e pensionati non venga fornita alcuna risposta, ed etichetta la manovra come una penalizzazione per i lavoratori dipendenti e i pensionati del ceto medio.
Reazioni politiche
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha difeso la manovra, affermando che questa operazione fa delle scelte consapevoli senza distribuire "risorse a pioggia". All'interno della maggioranza, tuttavia, emergono visioni contrastanti. Marco Osnato di Fratelli d'Italia ha frenato la Lega in merito all'uscita anticipata dal lavoro e al superamento della Legge Fornero, suggerendo di riservare risorse ai lavoratori usuranti quando la situazione economica sarà più favorevole.
Critiche dell'opposizione
Le critiche non si fermano solo all'interno del governo. Elly Schlein del Partito Democratico ha definito la manovra come l'ultima di questo governo, mentre Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle l'ha considerata una "lotteria di micromisure per microplatee". Maurizio Landini, segretario della Cgil, ha ribadito le motivazioni per indire uno sciopero generale il 20 novembre, definendo la manovra "inadeguata, ingiusta e che non affronta i problemi delle persone". La Camera inizierà le audizioni tra il 5 e il 12 novembre, con il termine per gli emendamenti fissato per il 17 novembre.




