I lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano stanno continuando l'occupazione ad oltranza dell'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova. La decisione è stata presa dopo un incontro in prefettura con la prefetta Cinzia Torraco, che non ha dato i risultati sperati. I lavoratori hanno ufficialmente dichiarato l'occupazione in seguito all'annuncio di una nuova richiesta di cassa integrazione da parte della loro azienda.
Richieste dei lavoratori
Secondo Armando Palombo, delegato Fiom, i lavoratori stanno chiedendo un impegno politico chiaro che possa garantire stabilità fino all'incontro previsto per il 27 ottobre. Nicola Appice, rappresentante del sindacato Fim Cisl, ha espresso incomprensione riguardo la tempistica della comunicazione sulla cassa integrazione, avvenuta venerdì sera mentre la mattina ci sarebbero già stati segnali di una fermata dell'attività. Palombo ha inoltre criticato gli atti dei commissari, sottolineando l'urgenza di un approvvigionamento rapido delle materie necessarie alla produzione.
Tensioni e reazioni
Nel corso dell'occupazione, i lavoratori hanno chiuso un corridoio precedentemente lasciato aperto per l'accesso ai gate, causando tensioni con i passeggeri in attesa. Armando Palombo ha dichiarato che resteranno in aeroporto finché il governo non fornisce una risposta chiara. Fabio Ceraudo di Usb ha ribadito la necessità di difendere il presidio industriale di Genova.
Solidarietà da altre categorie
Durante la protesta, è arrivato in aeroporto anche uno striscione di solidarietà da parte dei lavoratori di Ericsson. La società ha recentemente annunciato 131 licenziamenti, estendendo il supporto ai metalmeccanici ex Ilva. Questa dimostrazione di solidarietà sottolinea le difficoltà condivise tra le diverse categorie lavorative e la necessità di una risposta comune.




