Kasia Smutniak ha presentato il suo nuovo documentario "Mustang" alla Festa del Cinema di Roma. Il film, che sarà disponibile dal 23 novembre grazie a Fandango, racconta un viaggio sia fisico che emotivo intrapreso dall'attrice e regista.
Un viaggio nel Mustang
La storia di "Mustang" inizia nel 2003, quando Smutniak ha visitato per la prima volta la regione del Mustang, nel nord-est del Nepal, accompagnata dall'allora compagno Pietro Taricone. Durante questi viaggi, Smutniak ha incontrato Kunzom Thakuri, con la quale ha fondato una scuola nel 2016. Questa struttura offre ai bambini del luogo la possibilità di continuare a studiare senza abbandonare le loro famiglie.
Dettagli del documentario
Il documentario esplora diversi periodi della vita di Smutniak, tra cui un viaggio nel 2010 con sua figlia Sophie, l'anno della scomparsa di Taricone, e un ritorno previsto nel 2025. "Mustang" è prodotto da Fandango in collaborazione con Luce Cinecittà e il supporto dell'Associazione Pietro Taricone e dell'Unione Buddhista italiana.
Sfide della scuola e voce narrante
Smutniak sottolinea che la scuola nel Mustang sta affrontando grandi sfide, tra cui disastri climatici e calo degli studenti. La figlia Sophie svolge un ruolo fondamentale come voce narrante del film, fornendo la chiave di lettura personale.
Riflessioni personali
Smutniak descrive "Mustang" come un film profondamente personale che apre nuove prospettive e chiude cerchi del passato. Kunzom Thakuri paragona il loro impegno per la scuola al ruolo di madre per gli 80 bambini coinvolti. Domenico Procacci, produttore del film, commenta la complessità del progetto ma esprime soddisfazione per il risultato ottenuto.




