Un elicottero Chinook dell'Esercito italiano si è schiantato in una campagna nel distretto di Brčko, in Bosnia, causando la morte di quattro italiani e ferendo altre undici persone. Stando alle prime ricostruzioni, l'incidente è avvenuto in assenza di maltempo e sarebbero ancora in corso gli accertamenti per determinare le cause, tra cui l'ipotesi di un possibile urto con cavi ad alta tensione.
Vittime e dinamica
Le vittime sono due militari dell'Esercito, il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, e due membri della Croce Rossa, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci. Secondo l'ambasciatrice d'Italia in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, la dinamica dell'incidente non è ancora chiara e sarebbe avvenuto nella fase di decollo dall'aeroporto di Brčko. Testimoni riferiscono che l'elicottero volava a bassa quota e ha effettuato diverse virate prima dello schianto.
La missione Eufor Althea
Il Chinook faceva parte della missione Eufor Althea, a guida italiana, avviata nel 2004 per stabilizzare la regione e addestrare le forze locali. La missione comprende circa 1.600 militari di 24 Paesi, tra cui circa 300 italiani. Il velivolo stava conducendo un addestramento di routine secondo quanto riportato da Eufor.
Reazioni in Italia
Dopo l'incidente, sono stati espressi sentimenti di cordoglio da diversi esponenti politici italiani. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno entrambi manifestato la loro vicinanza alle famiglie delle vittime. Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso il suo dolore, definendo l'accaduto "una grande perdita" per l'Italia.




