Il 4 settembre 2026, un attacco con drone russo ha colpito il quartier generale del Servizio di Sicurezza dell'Ucraina (SBU) nel centro di Kiev, ferendo almeno 12 persone e danneggiando la Cattedrale di Santa Sofia, un sito patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
Dettagli dell'attacco
Nella mattinata del 4 settembre, un drone russo è riuscito a superare le difese aeree di Kiev e ha colpito direttamente l'edificio dell'SBU. L'esplosione ha causato significativi danni strutturali, visibili dalle immagini diffusesi poco dopo. La vicinanza della Cattedrale di Santa Sofia ha fatto sì che l'onda d'urto danneggiasse anche questa struttura storica, uno dei simboli della cultura ucraina.
Obiettivi e risposte
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha confermato che l'attacco era mirato all'ufficio del capo dell'SBU, Oleksandr Poklad, sottolineando la natura deliberata e pianificata dell'attacco. Zelensky ha ordinato una risposta adeguata e proporzionale, ribadendo che il drone non aveva colpito accidentalmente.
Guerra tra servizi segreti
Questo attacco si inserisce nel contesto più ampio della guerra tra servizi segreti, che vede coinvolti l'SBU e i servizi russi come l'FSB e il GRU. Entrambi gli schieramenti investono in capacità di intelligence e operazioni speciali, cercando di ottenere vantaggi strategici l'uno sull'altro.
Implicazioni culturali e reazioni globali
Il danneggiamento della Cattedrale di Santa Sofia solleva serie questioni sulla protezione del patrimonio culturale in tempo di guerra. La comunità internazionale ha reagito con sdegno, condannando l'attacco e ribadendo il supporto all'Ucraina. I governi europei e nordamericani, in particolare, hanno espresso preoccupazione per il colpo qualificato a un importante sito UNESCO.




