Ignazio La Russa ha espresso la disponibilità a non procedere legalmente contro la storica Michela Ponzani, a patto che quest'ultima si scusi immediatamente per le sue dichiarazioni. La vicenda ha origine da un intervento di Ponzani nella trasmissione televisiva “Otto e Mezzo” del 22 ottobre, in cui ha commentato eventi legati alla manifestazione del 12 aprile 1973.
Le condizioni di Ignazio La Russa
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha dichiarato di essere disposto a rinunciare alle azioni legali contro chiunque, tra cui Ponzani, abbia diffuso dichiarazioni false che ledono la sua onorabilità. Ha precisato che questa apertura riguarda anche altre persone attualmente sotto verifica per quanto detto o scritto sul suo conto. La Russa ha sottolineato di aver presentato querela in vita sua solo una volta, a causa di un'offesa alla memoria del padre e sottolinea come, in questo caso, "pretende le scuse" per una ricostruzione ritenuta falsa e dannosa.
L'intervento di Michela Ponzani e il contesto storico
La controversia con Michela Ponzani è scaturita durante la trasmissione “Otto e Mezzo”, dove la storica ha riflettuto sugli avvenimenti del cosiddetto “Giovedì nero” del 12 aprile 1973. Durante la manifestazione, alla quale La Russa partecipò come dirigente del Fronte della Gioventù, si verificarono violenti scontri che portarono alla morte dell'agente di polizia Antonio Marino. Ponzani ha affermato che, se all'epoca fosse stato in vigore un decreto sulla sicurezza simile a quello discusso oggi, "probabilmente noi oggi non avremmo un Presidente del Senato".
Proscioglimento e posizione di La Russa
In seguito ai fatti del 1973, Ignazio La Russa fu prosciolto da ogni responsabilità nella morte dell'agente Marino, mentre furono condannati Vittorio Loi e Maurizio Murelli. Una nota del portavoce di La Russa ha ribadito l'intenzione di intraprendere azioni legali contro chi collegasse il suo nome alla tragica vicenda, evidenziando l'assenza di prove di responsabilità e sostenendo che il certificato penale del presidente del Senato è "intonso".




