Un'aquila minore, un raro e protetto rapace, è stata uccisa a fucilate nella zona di Velletri. Nonostante le cure ricevute dal Centro recupero fauna selvatica della Lipu a Roma, il rapace non è sopravvissuto alle gravi ferite causate da otto pallini da caccia.
Reazioni della Lipu
Il presidente nazionale della Lipu, Alessandro Polinori, ha espresso indignazione per l'accaduto, annunciando un esposto in Procura. Polinori ha dichiarato: “La natura è di tutti. Proteggerla è una responsabilità che non può più essere rimandata. È ora di dire basta a questa mattanza.” La Lipu ha anche sollecitato tutte le forze politiche a introdurre un "Daspo venatorio" per fermare la caccia nelle aree colpite da bracconaggio.
Contesto e precedenti di bracconaggio
A inizio ottobre, la Lipu aveva già evidenziato l'emergenza di bracconaggio nella zona di Roma e provincia, con numerosi casi di uccelli gravemente feriti. Tra questi vi sono un Falco subbuteo e un gabbiano corso, feriti da pallini, e uno sparviere proveniente da Marino, che non è sopravvissuto alle ferite da arma da fuoco.
Richieste di misure più severe
Giovanni Alberella, responsabile del settore attività venatoria e antibracconaggio della Lipu, ha sottolineato la necessità di misure più repressive contro il bracconaggio. La Lipu esorta il governo, guidato da Giorgia Meloni, a intervenire per tutelare la fauna selvatica attraverso atti legislativi che inaspriscano le pene e potenzino le forze dell'ordine specializzate.




