A dieci anni dalla morte al Cairo, la vicenda giudiziaria su Giulio Regeni è alle battute conclusive. La Corte di Assise di Roma si prepara a emettere la sentenza finale il 28 settembre 2026, per il caso che ha coinvolto quattro membri dei servizi segreti egiziani.
Cronologia degli eventi tragici
Giulio Regeni, un ricercatore di Cambridge, è scomparso il 25 gennaio 2016 nei pressi di piazza Tahir al Cairo. Il suo corpo, evidenziando segni evidenti di tortura, è stato ritrovato il 3 febbraio 2016 lungo la strada tra il Cairo e Alessandria d'Egitto. Il giorno successivo, Khaled Shalabi, allora direttore dell'Amministrazione delle indagini, ha attribuito la morte a un incidente stradale, nonostante la procura di Roma avesse già avviato le proprie indagini in tal senso.
Indagini e ostacoli internazionali
La salma di Regeni è stata rimpatriata il 7 febbraio 2016, e ulteriori esami hanno confermato le torture subite. La procura di Roma ha richiesto al Cairo elementi investigativi come tabulati telefonici e video dei luoghi frequentati dal ricercatore, ma le versioni fornite dall'Egitto si sono rivelate spesso mutevoli e incoerenti.
Nel settembre 2016, durante un incontro a Roma, è emerso che Regeni era seguito dai servizi segreti egiziani. Successivamente, il capo della procura romana ha indagato cinque persone, accusandole di complicità nel sequestro e nell'omicidio del ricercatore. Tuttavia, il rapporto di collaborazione tra le autorità italiane ed egiziane si è interrotto nel novembre 2020.
Procedimento giudiziario e sviluppi recenti
Nel maggio 2021, il giudice per l'udienza preliminare ha formalizzato le accuse contro i quattro agenti, ma l'assenza degli imputati in aula ha ritardato il processo. Stando al racconto dei familiari, l'inizio formale del processo nel gennaio 2024 ha segnato per loro un'attesa lunga otto anni.
Dopo ulteriori battute d'arresto processuali e un nuovo intervento della Corte costituzionale nel gennaio 2026, il caso è tornato sulla strada giudiziaria. Il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, e il suo aggiunto, Sergio Colaiocco, hanno chiesto pene severe per gli imputati egiziani. Ora, il 28 settembre 2026, è prevista la tanto attesa conclusione.




