La Corte d'Assise di Roma ha emesso una sentenza riguardante il caso di Giulio Regeni, condannando tre agenti dei servizi segreti egiziani a dieci anni di reclusione per il sequestro del ricercatore avvenuto nel 2016 al Cairo. Gli agenti condannati sono il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed. Allo stesso tempo, il generale Tariq Sabir è stato assolto. Le accuse di omicidio contro i tre condannati sono state respinte, limitando la sentenza al sequestro.
Dettagli sulla sentenza
La sentenza è arrivata a 3.890 giorni dal ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, che presentava segni di violenze e torture, in Egitto. Questa decisione segna la prima "verità" processuale nel caso. Un rappresentante dell'accusa ha sottolineato che la verità processuale è stata costruita su prove documentali, dichiarative e tecnico-scientifiche.
Reazioni legali e familiari
L'avvocata Alessandra Ballerini, rappresentante della famiglia Regeni, ha espresso il suo pensiero affermando che la fede nella giustizia è stata premiata e che, secondo lei, la dignità umana è inviolabile. Ha poi aggiunto: "Tutto quello che il regime egiziano poteva mettere in campo per impedire questo processo lo ha fatto però questa famiglia è resistente."
Partecipazione di Elly Schlein al sit-in
In occasione dell'udienza finale, Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha partecipato a un sit-in fuori dalla cittadella giudiziaria di Roma, mostrando supporto ai familiari di Regeni e agli attivisti del "popolo giallo", che chiedono verità per Giulio Regeni.




