Un rapporto pubblicato da Deutsche Welle il 20 ottobre 2026 ha portato alla luce lo sfruttamento di lavoratori nordcoreani in Russia, impiegati in fabbriche di droni in condizioni vicine alla schiavitù. Secondo le stime, tra 12.000 e 25.000 persone sarebbero coinvolte, sottoposte a turni di lavoro estenuanti e priva di diritti fondamentali.
Condizioni di lavoro dei nordcoreani
I lavoratori nordcoreani, impiegati nelle fabbriche russe di droni, spesso lavorano fino a 18 ore al giorno. Vivono sotto stretta sorveglianza, senza libertà di movimento o potere contrattuale, in un sistema organizzato dal governo nordcoreano che li invia come parte di accordi bilaterali con Mosca. Questo crea una dipendenza totale una volta arrivati in Russia.
Motivazioni per l'impiego dei nordcoreani
La guerra in Ucraina ha causato una significativa carenza di manodopera in Russia, rendendo i lavoratori nordcoreani una soluzione rapida e a basso costo. Questo fenomeno è reso possibile anche dalla crisi demografica russa. La stima dei lavoratori coinvolti nella produzione di droni può arrivare a 25.000 unità, rappresentando uno dei più grandi trasferimenti di manodopera coatta in un contesto di conflitto.
Proliferazione tecnologica
Il rapporto solleva preoccupazioni anche sulla possibilità che la Corea del Nord stia acquisendo conoscenze tecniche avanzate sui sistemi d'arma russi. I lavoratori non sono impiegati solo in mansioni di base, ma sono coinvolti nelle linee di assemblaggio, potendo accedere a informazioni che potrebbero potenzialmente migliorare le capacità militari nordcoreane.
Problemi di monitoraggio e risposta internazionale
La comunità internazionale deve far fronte all'ostilità delle autorità russe e nordcoreane, che negano la coercizione di questi accordi lavorativi. L'accesso alle fabbriche è chiuso agli osservatori indipendenti, e le cifre si basano su testimonianze e analisi di intelligence. Questo pone una sfida significativa per le organizzazioni come l'Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani, che monitorano da anni la situazione. I rapporti evidenziano una crisi umanitaria e strategica, con lo sfruttamento dei lavoratori che sostiene sia la macchina bellica russa che le ambizioni militari nordcoreane.




