Il sindaco di Trani, Marco Galiano, ha rassegnato le dimissioni, scatenando una crisi istituzionale. Questo evento segue le forti tensioni politiche interne e segna un punto cruciale nel governo cittadino.
Crisi politica e tensioni interne
Il dramma politico si è intensificato presso il Palazzo di Città, dove da giorni il clima era incandescente. Le dimissioni di Galiano sono giunte poche ore fa, durante una riunione di Giunta convocata per discutere il dimensionamento scolastico della rete cittadina. Il sindaco aveva già riconosciuto le complicate dinamiche interne alla coalizione di governo, dove i veti incrociati avevano creato profonde spaccature.
La riluttanza del sindaco nel fronteggiare l'ingovernabilità aveva offerto terreno fertile all'opposizione di centrodestra, che lo aveva sfidato a prendere atto della situazione e ad agire di conseguenza. L’incapacità di risolvere il conflitto per tempo ha portato alla decisione definitiva di Galiano, sottolineando una divisione insanabile all'interno della sua amministrazione.
Implicazioni delle dimissioni
Con la sua rinuncia formale, si apre ora un periodo critico per la gestione della città: il sindaco dispone di venti giorni per revocare la decisione prima che lo scioglimento del Consiglio comunale diventi definitivo. In tal caso, Trani rischia il commissariamento prefettizio. Questo scenario incerto richiede un'analisi approfondita delle motivazioni che Galiano presenterà nelle sue dichiarazioni ufficiali, attese a breve.
La situazione resterà delicata, con futuri sviluppi che potrebbero drasticamente cambiare il quadro politico e amministrativo della città.




