Le tensioni interne alla Lega a Pontida si vedono già tra i militanti arrivati per il raduno del partito. Nel pratone convivono due messaggi opposti: le magliette blu con la scritta bianca “Io sto con Matteo” e quelle bianche con la frase verde “Lega Nord fino alla morte”.
Il confronto ruota attorno alla leadership di Matteo Salvini: per una parte della base il segretario resta il punto di riferimento, mentre altri chiedono una svolta e arrivano a parlare di dimissioni di Salvini dalla guida del partito.
Le magliette dei sostenitori Salvini
Tra i gazebo allestiti vicino al pratone, uno spazio vende le magliette a favore del segretario. Cristina, militante di Limbiate, racconta che alle 9 del mattino risultavano già prenotati 300 pezzi, con altri 300 ancora disponibili per chi voleva acquistarli.
Per Cristina il capo blu è un segnale politico prima ancora che un oggetto da indossare. “Questa è la maglietta da avere”, dice, spiegando che dovrebbe comparire addosso a tutti per dare fiducia a Salvini. La sua sintesi è netta: “Per noi la Lega è Matteo”, posizione che accompagna con il sostegno al segretario “sempre e fino in fondo”.
Chi chiede il cambio di guida
Sul fronte opposto si colloca Livio Ghidelli, militante di lungo corso, che a Pontida indossa la maglietta “Lega Nord fino alla morte”. Secondo lui il messaggio non lascia dubbi: Salvini dovrebbe farsi da parte perché avrebbe “snaturato la Lega”.
Ghidelli lega la critica anche alla riconoscibilità politica del partito. A suo giudizio, senza un cambio al vertice, gli elettori farebbero sempre più fatica a distinguere la Lega dalle posizioni di Roberto Vannacci e Giorgia Meloni. L’ipotesi auspicata è un approdo di Luca Zaia alla guida del partito: con Zaia, sostiene, si potrebbero recuperare “migliaia di voti”.
Bossi al centro dell’apertura del raduno
Il raduno di Pontida si apre nel ricordo di Umberto Bossi, fondatore della Lega morto lo scorso marzo. Un video dedicato al “Senatur” ripropone alcune delle sue frasi più note e raccoglie gli applausi dei militanti, che al termine scandiscono più volte il suo nome.
Tra le immagini proiettate compare anche un giovane Matteo Salvini accanto a Bossi. La sequenza si chiude con la scritta “Per sempre con noi capo”, poi sul pratone risuona il Va’, pensiero.
Subito dopo, Salvini svela una targa dedicata al fondatore sotto l’Albero della Vita, accanto al pratone di Pontida e dedicato alle vittime della Lega. L’iscrizione ricorda Bossi come “Colui che per primo diede voce al suo popolo e orgoglio alla sua terra”.
Slogan, Europa e cartelli sul leader
Accanto al ricordo del fondatore, il raduno propone lo slogan scelto dalla Lega per l’appuntamento: “Non passa lo straniero”. Nell’area sono presenti anche riferimenti critici verso l’Europa, tra cui il messaggio “Più motori meno Green Deal”, accompagnato da un cartonato della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Nel percorso del raduno compaiono inoltre diversi cartelli a sostegno di Salvini. Tra i messaggi esposti figurano “Non esiste altro leader all’infuori di te” e “Pontida non chiede un nome grida Salvini”, che rafforzano il fronte dei militanti schierati con il segretario.
Le parole di Vannacci da Orvieto
Mentre a Pontida si svolge il raduno, Roberto Vannacci interviene da Orvieto sul rapporto con il partito che ha lasciato. Il leader di Futuro nazionale afferma: “Pontida non mi manca”, ma aggiunge di essere dispiaciuto per il fatto che lui e la Lega abbiano preso “due strade diverse”.
Vannacci ricorda di aver lavorato per un anno e mezzo con quelle persone e dice di sentirsi ancora vicino a loro per una comunità di intenti e, in molti casi, per valori condivisi. Per questo augura alla manifestazione “un ottimo raduno” e auspica che abbia successo, precisando di non nutrire rancore verso gli ex compagni di partito.
Interpellato su Salvini, Vannacci osserva che il segretario della Lega ha perso consenso, almeno secondo i sondaggi. Allo stesso tempo si augura che quella che definisce una crisi venga superata in tempi brevi.




