Il Consiglio europeo è stato convocato per discutere la crisi energetica, tema prioritario che domina l'agenda politica. Le modalità per affrontare questa situazione sono state oggetto di dibattito, e le opinioni tra i 27 Stati membri divergono significativamente. L'Italia, ad esempio, ha proposto misure immediate per ridurre l'impatto della crisi energetica sull'inflazione.
Posizioni divergenti sulla crisi energetica
Un gruppo di Paesi, tra cui quelli nordici, Berlino e Madrid, ritiene che la soluzione risieda nell'accelerare il processo di decarbonizzazione per affrancarsi dai combustibili fossili. La Commissione europea, rappresentata da Ursula von der Leyen, intende mantenere l'attuale strategia di uscita dai combustibili fossili e raccogliere le richieste dei vari leader per discutere possibili soluzioni.
Proposte della Commissione e richieste nazionali
La Commissione europea ha già prospettato la possibilità di estendere il 'temporary framework', a beneficio delle industrie energivore, e di prendere iniziative per gestire la domanda energetica in Europa. Anche il decreto bollette italiano ha ottenuto l'approvazione della Commissione come parte di un accordo preliminare. Quest'ultima iniziativa mira a spostare la tassazione sulle emissioni direttamente sulle bollette dei consumatori, abbassando così il prezzo all'ingrosso dell'elettricità.
Discussione sul bilancio UE 2028-2034
La proposta irlandese per il bilancio 2028-2034 ha sollevato diverse critiche. La Commissione e molti Stati membri non hanno apprezzato l'approccio adottato. C'è unanimità sulla necessità di discutere ulteriori passi avanti. In questo contesto, l'Italia e altri Paesi dovranno affrontare il gruppo dei 'frugali', tra cui Berlino, che intendono contenere il bilancio complessivo. L'Italia ha ribadito l'importanza della flessibilità per rispettare le regole del Patto di stabilità come base per raggiungere un possibile accordo con l'UE.
Il rischio di non trovare un accordo prima del 2026 è alto e la coesione potrebbe risentirne, soprattutto senza nuove risorse proprie, come sottolineato dall'Eliseo. L'Italia, tuttavia, non è completamente in accordo con questa posizione, preferendo puntare a evitare un accordo "a perdere".




