Molti elettrodomestici continuano a consumare energia anche quando appaiono spenti, contribuendo a un costo significativo sulla bolletta domestica. Questo fenomeno, noto come "consumi fantasma", è spesso sottovalutato perché ogni singolo dispositivo sembra assorbire poca energia. Tuttavia, sommando questi consumi, l'impatto può essere rilevante nel corso dell'anno.
L'incidenza dello standby sui consumi
Secondo Energuide, un servizio di informazione sull'energia, gli apparecchi in standby rappresentano solitamente tra il 5% e l'8% del consumo elettrico totale di una casa, sebbene con variazioni tra le diverse abitazioni. In case ricche di oggetti connessi, le percentuali possono essere ancora più elevate. Il consumo cumulato dei dispositivi lasciati in standby può raggiungere decine di chilowattora all'anno.
Gli apparecchi che più comunemente consumano energia in standby sono televisori, box Internet, router, decoder, console di gioco, computer fissi, monitor, impianti audio e caricabatterie. Gli elettricisti avvertono che non è il singolo dispositivo a fare la differenza, ma la somma di tutti gli apparecchi connessi.
Ridurre i consumi: consigli e regolamenti
Energuide consiglia di utilizzare un wattmetro per misurare l'energia assorbita dai dispositivi in standby, moltiplicando il numero di watt per 8.760 ore per ottenere i chilowattora annui. Per ridurre i consumi, è suggerito spegnere le multiprese, staccare i caricabatterie dopo l'uso e spegnere i dispositivi non necessari.
Dal 9 maggio 2025 entrerà in vigore il Regolamento UE 2023/826, che imporrà limiti più restrittivi per standby e spegnimento nei nuovi prodotti. Tuttavia, fin da ora, applicare semplici abitudini può fare una differenza rilevante nei consumi domestici.




