Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha espresso critiche verso gli alleati, concentrandosi principalmente su Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle. Schlein sottolinea l'importanza di un programma collettivo e dell'inclusività, ribadendo la posizione dominante del suo partito tra le forze di opposizione.
Dialogo complicato tra Pd e M5s
La risposta di Conte non si è fatta attendere, proponendo le primarie come mezzo per scegliere il leader della coalizione. Pur accettando lo spirito unitario, Conte ha insistito sulla necessità delle primarie per risolvere le divergenze tra i partiti. Schlein, invece, ritiene che il ruolo di guida debba spettare al partito con il maggior consenso tra gli elettori.
I punti di disaccordo
Schlein ha espresso dubbi sulla necessità delle primarie, proponendo un tavolo programmatico per discutere i dettagli di un'alleanza progressista. Mentre Conte spinge per uno stop alle armi in Ucraina, Schlein sottolinea l'impegno del Pd a supportare il popolo ucraino, cercando comunque una sintesi condivisa.
All'interno del Pd, la questione delle primarie rimane fonte di tensione, con membri come l'europarlamentare Giorgio Gori che richiederebbero più candidati del Pd. Schlein, tuttavia, si concentra sul M5s e ribadisce la necessità di un programma vincolante che escluda Iv, a meno che non contribuisca positivamente.
Conte conclude insistendo sul peso dell'opinione pubblica, sottolineando che gran parte dei cittadini chiede un cambio di rotta nelle politiche militari. Angelo Bonelli di Avs ha manifestato preoccupazione per il modo in cui il Pd gestisce il confronto delle idee, evidenziando il disagio tra gli altri alleati.




