Cento anni fa, nella zona tra la Basilica di San Paolo Fuori le Mura e via Cristoforo Colombo a Roma, venne posata la prima pietra del Cinema-Teatro Garbatella, conosciuto oggi come Palladium. L'edificio, situato in piazza Bartolomeo Romano e progettato dall'architetto Innocenzo Sabbatini, è stato realizzato tra il 1926 e il 1927. Nel corso degli anni, il Palladium è diventato un pilastro della vita culturale romana, ospitando generazioni di artisti e spettatori.
Storia e restauro
Il Teatro Palladium è stato salvato dall'Università Roma Tre nel 2003, impedendone la conversione in una sala bingo e restituendolo alla città dopo un accurato restauro. Questo intervento ha preservato l'importante ruolo culturale del teatro nel quartiere Garbatella.
Celebrazioni del centenario
Per celebrare il centenario del Palladium, l'Università Roma Tre ha organizzato una serie di eventi dal 29 ottobre all'11 dicembre. Questi appuntamenti includono rappresentazioni teatrali, concerti e dibattiti che mettono in luce la capacità delle arti performative di riflettere le trasformazioni sociali.
Il primo evento del progetto "Palladium 100 - Un teatro per il popolo", sovvenzionato dalla direzione generale Spettacolo del ministero della Cultura, si terrà il 29 ottobre. Sarà presentato lo spettacolo "Risate di gioia. Storie di gente di teatro" della compagnia Le belle bandiere, ideato da Elena Bucci e Marco Sgrosso.
Il 28 novembre sarà il turno della Banda Osiris con "Le dolenti note. Il mestiere del musicista: se lo conosci lo eviti", un'esibizione che esplora le contraddizioni della professione musicale. Infine, l'11 dicembre, Niccolò Fettarappa e Lorenzo Minozzi presenteranno "Concertino per sconfitti dalla vita", un concerto-spettacolo surrealista che si focalizza su coloro che non si riconoscono nei modelli di successo convenzionali.
Dichiarazioni
Il prof. Luca Aversano, curatore del progetto, ha sottolineato l'importanza storica del Palladium: "Il Teatro Palladium, fin dalle sue origini, è stato il cuore pulsante del quartiere Garbatella, in costante dialogo con la città di Roma, con la sua vita culturale, artistica e soprattutto civile." Secondo Aversano, le celebrazioni intendono non solo raccontare la storia del teatro, ma anche riviverla e proiettarla nel futuro.




