Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, ha reso noto che si candiderà a sindaco di Roma. L'annuncio giunge pochi giorni dopo la sentenza d'appello riguardante l'assalto alla sede nazionale della Cgil, per cui Fiore è stato condannato a otto anni e sei mesi di reclusione. Tuttavia, la condanna non è definitiva e rimane possibile ricorrere in Cassazione, il che permette a Fiore di candidarsi.
La sentenza sull’assalto alla Cgil
L'assalto alla Cgil si è verificato il 9 ottobre 2021, durante una manifestazione contro il Green Pass. I manifestanti hanno danneggiato l'ingresso e invadevano la sede sindacale. La Corte d'Appello di Roma ha confermato le condanne emesse nel dicembre 2023 per sette persone, tra cui Giuliano Castellino, che ha ricevuto otto anni e sette mesi. Altri imputati come Luca Castellini, Salvatore Lubrano, Lorenzo Franceschi, e Pamela Testa hanno avuto confermate pene a otto anni e due mesi, mentre Luigi Aronica a otto anni e sei mesi.
Legge Severino e candidabilità
Il decreto legislativo 235 del 2012, noto come legge Severino, regola le cause di incandidabilità alle elezioni. Secondo la legge, persone condannate in via definitiva per delitti non colposi a pene sopra i due anni non possono candidarsi. Fiore, tuttavia, non è ancora incandidabile poiché la sua condanna non è definitiva. Inoltre, la legge distingue tra incandidabilità e sospensione dalla carica.
Altre candidature di Forza Nuova
Forza Nuova non si limita a Roma: Luca Castellini concorrerà per la carica di sindaco a Verona, e Giuseppe Bonanno Conti e Massimo Ursino si presenteranno alle elezioni regionali siciliane del 2027. La decisione di partecipare comunque alle elezioni è stata presentata dal partito come un modo per opporsi ai tentativi di metterlo a tacere, accusando uno “Stato profondo” di manipolare i processi e danneggiare l'Italia.




