Un progetto per un collegamento sottomarino tra Piombino e Cavo, previsto nel 2026, potrebbe trasformare il modo in cui l’Isola d’Elba è collegata alla terraferma. Tuttavia, questo piano sta già dividendo opinioni tra residenti e politica.
Dettagli del progetto e attori coinvolti
Il progetto prevede la costruzione di un tunnel stradale sottomarino di circa 17 chilometri tra Piombino, sulla costa livornese, e Cavo sull'Isola d'Elba. L'iniziativa è stata concepita da Riccardo Cacelli, che ha preparato una valutazione economica preliminare. Sebbene non sia ancora pronto per la fase di cantiere, questo progetto solleva questioni sul peso di vivere su un’isola in termini di servizi essenziali come sanità e istruzione.
Simone De Rosas, segretario della Federazione Pd Val di Cornia-Isola d’Elba, ha definito l’opera come “sostenibile e realizzabile”, anche se riconosce la presenza di sfide tecniche e ambientali da affrontare. Il dibattito si divide sul rendere l’Elba più facilmente raggiungibile o migliorare i collegamenti marittimi esistenti.
Confronto dei costi e tempistiche
Il costo del progetto è un aspetto critico, con stime che variano ampiamente. Il tunnel norvegese di Ryfylke, lungo 14,4 chilometri, per esempio, è costato circa 700 milioni di euro, e si ipotizza che un tunnel simile per collegare Piombino alla Elba potrebbe costare tra 600 e 700 milioni di euro.
Maria Campese di Sinistra Italiana ha messo in dubbio queste cifre, facendo riferimento al tunnel subportuale di Genova, il cui costo è stato vicino a un miliardo di euro per soli 3,4 chilometri. In base a questo paragone, stima che il costo del tunnel elbano potrebbe avvicinarsi ai 6 miliardi di euro. Inoltre, la costruzione del tunnel richiederebbe almeno dieci anni di lavori.
Considerazioni ambientali e opposizioni
Gli oppositori, inclusa Legambiente Arcipelago Toscano, sono preoccupati per l'impatto ambientale, poiché gli ingressi del tunnel potrebbero interferire con aree protette come il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Le associazioni ambientaliste propongono invece l'uso di traghetti più moderni e meno inquinanti, migliorando i collegamenti con i trasporti pubblici e rafforzando il controllo pubblico. Il confronto su queste questioni è tuttora aperto, dato che le condizioni di collegamento dell'isola sono notevolmente influenzabili da fattori esterni come il maltempo.




