La premier Giorgia Meloni ha riaffermato il suo sostegno a Kiev e si è pronunciata contro l'accordo tra Stati Uniti e Russia sul diesel. Al contrario, il vicepremier Matteo Salvini ha espresso il suo parere favorevole per l'acquisto di gas russo, sottolineando la necessità di interrompere il flusso di miliardi destinati all'Ucraina.
Divergenze nelle posizioni
Mentre Giorgia Meloni si prepara ad affrontare questioni legate all'energia, al bilancio dell'Unione Europea e alla migrazione nel suo viaggio a Bruxelles, Salvini si trova nello stesso luogo per un vertice dei Patrioti. Da lì ha evidenziato la sua contrarietà a ulteriori finanziamenti all'Ucraina, affermando che è il momento di adottare un approccio diplomatico. Secondo Salvini, terminato il conflitto, sarà necessario acquistare gas e petrolio al prezzo più competitivo.
Critiche e reazioni
Roberto Vannacci ha sostenuto la posizione di Salvini, affermando che l'UE si rifiuta di adottare misure contro la Russia, portando a un aumento dei costi energetici per i paesi membri. La reazione ai discorsi della Meloni si è manifestata con un flash mob organizzato da Edoardo Ziello e Laura Ravetto, rappresentanti dei vannacciani, a Montecitorio.
Sintonia tra i sovranisti
La sintonia tra Salvini e Marine Le Pen è emersa chiaramente durante il vertice dei sovranisti, dove entrambi hanno concordato sulla necessità di porre fine alla guerra in Ucraina. Le Pen ha dichiarato che la Francia non può permettersi di supportare finanziariamente l'Ucraina, e ha criticato con forza le istituzioni europee. Geert Wilders, leader del Pvv, ha espresso che i Paesi del Sud Europa dovrebbero intensificare il loro supporto economico a Kiev, suscitando timori di un'Europa sempre più influenzata dall'onda sovranista.




