Alle 8:30 del mattino del 4 agosto 2026, il vulcano Fuego in Guatemala ha ripreso la sua attività eruttiva con un'intensità notevole, costringendo le autorità a mettere in atto un sistema di emergenza. Colonne di cenere sono state espulse fino a 6.000 metri sul livello del mare, accompagnate da flussi piroclastici. Circa 1.700 persone sono state evacuate e trasferite nei centri di accoglienza.
Cronaca e impatto dell'eruzione
L'eruzione del vulcano Fuego è durata circa 50 ore, attirando l'attenzione dei media internazionali. Le autorità guatemalteche hanno innalzato il livello di allerta al rosso per tre villaggi vicini al cratere. Secondo i dati raccolti, l'evento è stato di tipo esplosivo e dinamico, con flussi piroclastici che hanno seguito i burroni Barranca Seca e Barranca Ceniza. Queste aree sono state coinvolte a causa della loro vicinanza al cratere, mettendo a rischio le comunità situate entro 7-10 chilometri.
Gestione delle evacuazioni
L'ordine di evacuazione ha riguardato i villaggi di El Porvenir e Las Lajitas nel comune di San Juan Alotenango, nel dipartimento di Sacatepéquez. Circa 1.700 persone sono state trasferite nei centri di accoglienza temporanea. Contestualmente, è stata chiusa la Ruta Nacional 14 al chilometro 83 per prevenire ulteriori rischi, complicando il traffico e la logistica delle operazioni di soccorso.
Sistemi di allerta e monitoraggio
Il Guatemala adottata un sistema di allerta vulcanica gestito da INSIVUMEH e CONRED, a colori dal verde al rosso. Durante l'eruzione, l'allerta rossa è stata attivata a causa dei flussi piroclastici e del materiale vulcanico. Il monitoraggio dell'evento ha fatto uso di strumenti sofisticati, consentendo interventi tempestivi e prevenendo ulteriori danni. Le 72 ore successive all'inizio dell'eruzione sono state considerate cruciali per comprendere l'evoluzione dell'evento e garantire la sicurezza delle comunità.




