L’aeroporto di Riad, in Arabia Saudita, è stato colpito da attacchi imputati agli Houthi il 10 ottobre, causando la morte di almeno 12 persone e il ferimento di altre 309. Tra le vittime sono stati identificati quattro cittadini sauditi e otto stranieri provenienti da Bangladesh, Stati Uniti, Egitto, Giordania, Siria, Palestina e Sudan, secondo quanto riportato dalle autorità locali.
Risposte e condanne internazionali
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano, ha espresso ferma condanna agli attacchi in una nota dell'11 ottobre, manifestando solidarietà alle famiglie delle vittime e vicinanza all'Arabia Saudita. Ha sottolineato che gli attacchi contro civili e infrastrutture sono "inaccettabili e devono cessare", e ha confermato l'impegno diplomatico dell'Italia per ridurre le tensioni regionali e promuovere stabilità e sicurezza nel commercio marittimo.
Anche il presidente statunitense, Donald Trump, ha condannato l'offensiva, indicando che gli Stati Uniti stanno valutando un possibile intervento militare a fianco dell'Arabia Saudita, mentre le Nazioni Unite hanno chiesto la cessazione degli attacchi sui civili, denunciando l'escalation del conflitto.
Contesto sugli Houthi e reazione saudita
Gli Houthi, una fazione politica e militare yemenita sostenuta dall'Iran, sono coinvolti in un conflitto con le forze governative yemenite dal 2015. Questo attacco rappresenta il terzo in una settimana contro l'aeroporto di Riad, danneggiando anche un aereo commerciale. L'Arabia Saudita ha classificato l'attacco come "crimine di guerra" e ha annunciato l'intenzione di rispondere militarmente.




