Gli attentati ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano presumibilmente legati alle loro indagini sulle infiltrazioni mafiose nei grandi appalti, secondo la decisione del gip di Caltanissetta, Santi Bologna. Tuttavia, il giudice ha archiviato l'inchiesta contro ignoti per mancanza di prove sufficienti per identificare specifici responsabili delle stragi.
La decisione del giudice
Il provvedimento del gip Bologna, di oltre 600 pagine, combina ricostruzioni investigative e commenti personali. Pur sottolineando l'atmosfera ostile affrontata da Falcone e Borsellino nella Procura di Palermo tra il 1990 e il 1992, il giudice ha concluso che non ci sono prove sufficienti per incriminare specifici esponenti della magistratura o del mondo politico-imprenditoriale.
Critiche e comportamenti anomali
L'indagine adiacente sugli ex pm Gioacchino Natoli e Giuseppe Pignatone per favoreggiamento aggravato è stata chiusa per prescrizione. Entrambi sono stati criticati per la gestione irregolare delle indagini sugli appalti mafiosi. Inoltre, il senatore Roberto Scarpinato del M5s è stato criticato dal giudice per presunti tentativi di influenzare Natoli prima di un'audizione.
Infiltrazioni mafiose negli appalti
Bologna ha osservato "relazioni ambigue" tra alcuni magistrati sotto inchiesta e ha espresso preoccupazioni per la gestione inadeguata di procedimenti legati agli interessi mafiosi. Ha evidenziato come Falcone e Borsellino fossero percepiti come gli ultimi difensori di un approccio deciso contro Cosa nostra durante il periodo critico delle indagini.




