Luciano Garofano, comandante dei Ris di Parma all'epoca del delitto di Chiara Poggi, aveva chiesto di partecipare a due sopralluoghi nella villetta di Garlasco come osservatore. Tuttavia, la pm di Vigevano, Rosa Muscio, non gli ha concesso l'autorizzazione. Questo dettaglio è emerso dagli atti esaminati dai pm di Pavia in un'inchiesta sull'operato del Ris, parallela a quella che coinvolge Andrea Sempio, ora accusato di essere il vero responsabile del delitto.
Contraddizioni nelle indagini
Nei verbali si nota una contraddizione: è stato utilizzato un cucchiaino ritrovato nella villetta per ottenere il DNA di Chiara Poggi, quando si afferma che il DNA era già stato prelevato dal cadavere. Alberto Marino del Ris ha alluso a problemi nel reperire il campione, ma un verbale del 4 settembre 2007 contraddice questa affermazione. Questo punto è ora sottoposto a verifiche dagli inquirenti.
Le richieste del generale Garofano
Garofano aveva inviato due email per partecipare ai sopralluoghi, il 3 e 8 settembre 2007. Ma la pm Muscio rispose negando il permesso, poiché solo i difensori delle parti e i loro consulenti potevano assistere a tali accertamenti tecnici "irripetibili". Gli avvocati di Stasi, Giovanni ed Eleonora Lucido, erano contrari alla sua presenza. Per il comandante dei Ris, ciò ostacolava la validità delle operazioni tecnico-investigative.
Le contromosse dei difensori
I difensori attuali di Stasi cercano di smontare l'indagine che ha portato alla sua condanna. Hanno richiesto ulteriori verifiche su prove, come il dispenser del sapone nella villetta e le foto del luminol test sull'auto di Stasi. L'obiettivo è cercare nuovi elementi che potrebbero rivelarsi "scandalosi", come affermato pubblicamente.
Intanto, Andrea Sempio si prepara a depositare memorie ai pm di Pavia, temendo di essere vittima di un errore giudiziario. Si prevede un incontro dei suoi difensori con esperti per decidere il da farsi entro il 18 ottobre.




