La legge elettorale è stata approvata in via definitiva e promulgata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ora, il prossimo passo nella battaglia contro quella che è stata definita "Melonellum" sarà il controllo della Consulta. Le contestazioni, già pronte, si focalizzano su questioni come la parità di genere, le sottoscrizioni necessarie e il premio per il Senato. I parlamentari del Pd, M5s, Avs, Iv e +Europa, alla prossima riunione alla Camera, passeranno il testimone alla società civile per continuare l'opposizione legale.
Contestazioni e strategie dei partiti
Il M5s propone di evitare di raccogliere le 6 mila firme necessarie per la candidatura elettorale, collaborando con i centristi guidati da Alessandro Onorato. Il senatore Luigi Nave ha deciso di lasciare il gruppo del M5s per unirsi ad Avs. Questo passaggio mira a creare una nuova componente nel gruppo misto che possa ridurre il numero di firme necessarie a 1.500, avvicinandosi al 'Nuovo Psi' di Enzo Maraio e a 'Progetto civico Italia' di Onorato. Nave ha chiarito che rimane parte del M5s e che lotta contro quella che considera una legge liberticida e antidemocratica. Onorato e Maraio hanno espresso gratitudine per il sostegno ricevuto contro una norma ritenuta incostituzionale.
Discussione sulle primarie e alleanze
Dopo l'approvazione della riforma, le primarie per decidere il leader del centrosinistra sembrano più probabili. Giuseppe Conte del M5s ha proposto di riunire il tavolo di coalizione intorno al 20 ottobre. Nel frattempo, la segretaria del Pd, Elly Schlein, parteciperà a un'importante assemblea del partito prevista per il 18 ottobre. Avs si oppone alle primarie, preferendo una figura terza come leader. Massimo D'Alema ha sottolineato l'importanza di un'intesa nel centrosinistra per evitare divisioni che potrebbero favorire l'attuale assetto di potere.




