Le fake news e i falsi allarmi riguardanti presunte violenze hanno generato un'ondata di psicosi in varie città italiane. Questo fenomeno è particolarmente evidente a Milano, dove circolano messaggi su gruppi di neofascisti che organizzerebbero attacchi contro stranieri. Le notizie false includono anche foto di armi e racconti di violenze mai avvenute, causando preoccupazione tra gli studenti prima che queste bufale venissero smascherate.
Diffusione e reazioni in altre città
A Verona e Ravenna, bufale simili hanno preso piede su gruppi Telegram, dove venivano pianificate violenze contro studentesse da parte di presunti manifestanti. Secondo il governatore Alberto Stefani, questa situazione è "di estrema gravità". A Ravenna, l'affluenza scolastica è stata ridotta poiché molti genitori, preoccupati dai messaggi su possibili devastazioni, hanno preferito tenere a casa i figli.
A Cremona, un falso allarme su un corteo violento ha portato le forze dell'ordine a blindare la città, anche se poi non si è verificato alcun evento. Nella stessa città, due minorenni sono stati denunciati per istigazione a delinquere e procurato allarme, essendo identificati come amministratori di una chat WhatsApp che ha generato preoccupazione.
I controlli delle autorità e le preoccupazioni in altre città
A Pavia, in risposta alle minacce di violenza, i carabinieri hanno intensificato i controlli nei punti nevralgici, ma non si sono verificati episodi gravi. A Como, si teme per possibili disordini dopo che sui social sarebbe apparso un sondaggio tra i giovani per decidere quali negozi prendere di mira per primi. Il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato che "certi ragazzi" non dovrebbero uscire, esprimendo fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine.




