Il tribunale del Lavoro di Roma ha deciso, 14 giorni dopo l'udienza, di respingere il ricorso urgente presentato da Sigfrido Ranucci. Il giornalista cercava di ottenere il suo reintegro alla conduzione di "Report" dopo essere stato rimosso da questa posizione il 28 agosto da parte della Rai.
Offerte della Rai e ricorso di Ranucci
In risposta alla sua rimozione, Rai aveva offerto a Ranucci tre alternative: diventare vicedirettore al Tg3 o a Rainews, o prendere la posizione di corrispondente al Cairo. Ranucci ha rifiutato tutte e tre le proposte, scegliendo invece di intraprendere un'azione legale per riavere il suo posto.
Motivazioni del tribunale e tensioni interne
Il tribunale, attraverso un provvedimento di oltre 30 pagine, ha esaminato la situazione in cui la Rai aveva deciso di riorganizzare la redazione di "Report". Secondo i giudici, questa scelta era separata dalle questioni disciplinari ed era mirata a risolvere la tensione interna nel gruppo di lavoro. La Rai ha difeso la sua posizione, affermando che la selezione dei conduttori rientra nella sua sfera decisionale.
Inoltre, il tribunale ha constatato che un attentato subito da Ranucci e il conseguente clamore mediatico avevano creato un clima di tensione tale che diversi membri della redazione avevano manifestato il loro disagio, cercando rassicurazione tramite Ranucci stesso. Tuttavia, non ci sarebbero prove sufficienti di una pressione politica nelle decisioni dell'azienda.
Reazioni di Ranucci e delle parti coinvolte
Ranucci ha accolto la decisione affermando che riflette l'idea che il clamore mediatico possa influenzare la sostituzione di un conduttore, nonostante non ci siano prove concrete di influenze politiche. Gli avvocati di Ranucci, pur rispettando la decisione, non la condividono e stanno valutando ulteriori azioni legali.
La consigliera di amministrazione della Rai, Federica Frangi, ha espresso soddisfazione, sottolineando l'importanza del rispetto delle procedure aziendali e auspicando un ritorno a un clima di serenità.




