Salim El Koudri si è presentato davanti ad alcune delle sue vittime per la prima volta dal 16 maggio. L'udienza si è tenuta in un'aula a porte chiuse del tribunale di Modena, per discutere della perizia psichiatrica che ha confermato la sua piena capacità di intendere e volere al momento dei fatti.
Risultati della perizia psichiatrica
La perizia psicologica, presentata dai dottori Matilde Forghieri e Giuseppe Sartori, ha concluso che El Koudri non soffre di infermità mentali che possano giustificare un vizio di mente. Secondo i periti, la sua condotta è derivata da frustrazione e rancore, con motivazioni dimostrative. Non è stato trovato un nesso causale tra la sua sintomatologia e le sue azioni, nonostante avesse ricevuto cure in un centro di salute mentale precedentemente.
Contesto legale e argomentazioni delle difese
Attualmente, la Procura di Modena non ha contestato l'aggravante di terrorismo, che potrebbe trasferire la competenza a Bologna. L'avvocato Deborah De Cicco, rappresentante del fratello di una delle vittime, Monica Esposito, ha affermato che le motivazioni di El Koudri siano ideologiche, evidenziando ricerche web su attentati islamici. Anche l'avvocato Liborio Cataliotti sostiene la matrice terroristica dell'atto, riportando i video registrati da El Koudri prima del suo attacco, contenenti messaggi di odio verso l'Italia.
Dibattito sull'intenzionalità e la capacità
L'avvocato difensore Fausto Gianelli ha rilevato che i video di El Koudri possono offrire elementi utili per comprendere le sue condizioni mentali prima degli eventi. Tuttavia, i periti hanno interpretato il linguaggio utilizzato nei video come un'emulazione del registro linguistico "trap-dissing".




