Roma e Inter si dividono la vetta e anche i rimpianti. Allo Stadio Olimpico, il 19 settembre 2026, lo scontro tra le due capoliste della Serie A finisce 2-2: Manu Koné porta avanti i giallorossi con una doppietta nel primo tempo, Lautaro Martinez risponde nella ripresa con due gol che rimettono in piedi i nerazzurri.
Il risultato lascia entrambe imbattute in campionato e appaiate a quota 13 punti. Per la Roma di Gian Piero Gasperini pesa il doppio vantaggio non difeso; per l’Inter di Cristián Chivu resta il peso di un primo tempo complicato, prima dell’ennesima reazione dopo l’intervallo.
Roma vs Inter 2-2 Serie A: il quadro della partita
La sfida dell’Olimpico metteva di fronte le due squadre arrivate alla quinta giornata con il percorso migliore. Roma e Inter si presentavano da imbattute e con la possibilità di dare un primo strappo alla classifica, ma il pareggio ha mantenuto il comando condiviso.
La partita ha offerto quattro reti, diverse occasioni e due tempi molto diversi. Nel primo la Roma ha aggredito meglio, ha pressato con continuità e ha trovato in Koné un protagonista inatteso in zona gol. Nel secondo l’Inter ha alzato ritmo e presenza offensiva, appoggiandosi alla coppia Lautaro-Thuram per rientrare.
I nerazzurri hanno giocato con il lutto al braccio nel ricordo di Sandro Mazzola. Prima del fischio d’inizio c’è stato un momento di raccoglimento, accompagnato dagli applausi del pubblico dell’Olimpico, prima che l’arbitro Davide Massa desse avvio alla gara.
Il 2-2 tiene aperto il discorso in alto. Roma e Inter restano a 13 punti, ma la giornata poteva lasciare spazio anche ad altri avvicinamenti: Como e Lazio, con una vittoria, avrebbero avuto la possibilità di raggiungere le due capoliste.
Per questo il risultato ha un valore doppio. Da una parte conferma la solidità di due squadre partite forte, dall’altra non consegna certezze definitive sulla corsa al vertice. Gasperini può ripartire da un primo tempo di grande intensità, Chivu dalla capacità della sua Inter di non uscire dalla partita neppure in svantaggio di due gol.
Il primo tempo: Koné sorprende l’Inter e firma la doppietta
La Roma parte con maggiore decisione. I giallorossi tengono alta la pressione, cercano subito ampiezza e profondità e costringono l’Inter a una costruzione poco pulita. Il centrocampo nerazzurro fatica a schermare, mentre la squadra di Gasperini trova spazi soprattutto sulla corsia presidiata da Molina.
Il vantaggio arriva al 6’. L’azione nasce da un recupero di Molina, che avvia la manovra e poi si fa trovare sul lato opposto. Dybala lavora bene il pallone e manda fuori tempo Dimarco, quindi serve proprio Molina: il suo pallone al centro trova Manu Koné, rapido a inserirsi e a battere J. Martinez. La conclusione passa anche tra le gambe di Akanji, senza lasciare colpe evidenti al portiere interista.
L’Inter prova a riorganizzarsi, ma nei primi minuti la Roma continua a vincere molti duelli. Balerdi segue con aggressività Thuram e si alza anche su Zielinski, togliendo tempo alla manovra avversaria. Soulé lavora senza risparmiarsi, Dybala si muove tra le linee e Malen prova a farsi vedere negli ultimi metri.
Al 12’ la Roma sfiora di nuovo il gol. Su angolo di Dybala, Cristante prolunga ma nessun compagno arriva sul secondo palo. Poco dopo lo stesso Dybala calcia alto dopo un errore di Dimarco, che aveva rischiato di servire involontariamente un assist nell’area interista.
La squadra di Chivu ha comunque occasioni importanti. Al 26’ Bisseck viene lanciato in campo aperto direttamente da una rimessa laterale e si presenta davanti a Svilar, ma il portiere giallorosso esce con tempismo e cancella il possibile pareggio. Tre minuti più tardi Lautaro ha una chance ancora più nitida: Dimarco lo pesca sul secondo palo, l’argentino è libero ma calcia alto.
Al 33’ è Bastoni a colpire il palo esterno da posizione defilata, dopo un tacco di Jones. Sono segnali di un’Inter viva, ma non abbastanza continua. La Roma, infatti, continua ad avere migliore pulizia nelle uscite e maggiore intensità nei contrasti.
Il raddoppio arriva al 37’, anche se viene convalidato solo dopo un controllo del Var. Dybala mette un pallone morbido in area, Mancini interviene e prolunga verso Koné, che segna ancora. In un primo momento la bandierina si alza per fuorigioco, poi il check stabilisce che il centrocampista francese è dietro al pallone al momento decisivo: gol buono e Roma avanti 2-0.
In tribuna stampa, il designatore Orsato aveva indicato subito la regolarità della posizione proprio per quel dettaglio. Per l’Inter è la quarta gara consecutiva in cui la squadra di Chivu va sotto di due reti, dopo Napoli, Real Madrid e Udinese. All’intervallo, oltre al doppio svantaggio, arriva anche l’ammonizione di Akanji.
Il primo tempo della Roma è costruito su aggressività e qualità. Molina mette in difficoltà la fascia destra dell’Inter, Dybala gestisce diversi palloni importanti e Koné, più che da mediano, si comporta da finalizzatore. L’Inter invece trova alcune fiammate ma non riesce a dare continuità al proprio possesso.
La rimonta di Lautaro Martinez nella ripresa
La ripresa cambia subito il senso della partita. Non ci sono sostituzioni all’intervallo, ma l’Inter rientra con un’altra intensità e colpisce dopo appena un minuto. La Roma perde un pallone pesante con Mancini e la ThuLa costruisce l’azione che riapre tutto: Lautaro serve Thuram, il francese restituisce al centro e il capitano nerazzurro incrocia di sinistro per il 2-1.
Il tiro non è perfetto nella forma, ma è efficace. Il gol al 46’ sposta l’inerzia e costringe la Roma a gestire una partita che sembrava indirizzata. Gasperini vede calare alcuni dei protagonisti del primo tempo, mentre l’Inter comincia a occupare meglio l’area e ad aumentare la pressione.
Chivu interviene al 54’, togliendo Dimarco e Jones, entrambi in difficoltà, per inserire Carlos Augusto e Sucic. Poco dopo Bastoni viene ammonito per una trattenuta su Malen, poi al 63’ lascia il campo a Luis Henrique. L’assetto nerazzurro viene rimodellato, con Carlos Augusto arretrato nella linea difensiva.
Gasperini risponde al 60’ con tre cambi: Ndicka prende il posto di Mancini, Pisilli entra per Koné e Rensch sostituisce Molina. È un passaggio importante, perché escono due giocatori che avevano inciso molto nella prima frazione. Al 66’ anche Balerdi, alle prese con qualche problema fisico e ormai a corto di energie, lascia spazio a Ghilardi.
L’Inter continua a cercare il pareggio. Al 59’ Thuram prova una deviazione di tacco su cross di Carlos Augusto e manda il pallone non lontano dalla porta. Al 70’ Diouf, esterno nerazzurro appena convocato dalla Francia da Zidane, calcia da fuori e costringe Svilar a distendersi per evitare il 2-2.
La Roma però ha la grande occasione per chiudere la partita. Al 68’ Malen costruisce un’azione di altissimo livello nell’area piccola: controlla, si alza il pallone e calcia da distanza ravvicinata. J. Martinez si lancia e respinge con il volto, negando il terzo gol giallorosso.
Il pareggio arriva al 79’, dopo un’azione caotica davanti a Svilar. Thuram ci prova di testa e il portiere della Roma risponde, poi Lautaro colpisce la traversa. L’Inter resta in zona offensiva, Akanji partecipa all’azione e Bisseck serve il pallone che consente al capitano nerazzurro di controllare con il ginocchio e battere ancora Svilar.
La doppietta di Lautaro cancella quella di Koné e completa la rimonta. Per la Roma è tutto da rifare, per l’Inter è un’altra prova di resistenza mentale. Stavolta però, a differenza di altre rimonte recenti, il ribaltone non si completa con una vittoria.
Occasioni, ammonizioni e finale: tanti rimpianti per entrambe
Dopo il 2-2 la partita resta aperta. L’Inter sembra avere più energie e cerca di sfruttare la spinta emotiva del pareggio, ma la Roma non rinuncia a ripartire quando trova campo. La gestione dei cambi e degli episodi disciplinari diventa centrale nell’ultima parte della gara.
Al 73’ Ndicka viene ammonito per una trattenuta evidente su Thuram. All’82’ finisce sul taccuino anche Koulierakis, appena entrato, per un fallo su Diouf. All’89’ è Ghilardi a ricevere il giallo dopo aver fermato Thuram, ancora una volta lanciato in velocità.
La ThuLa resta in campo fino al 90’, quando Chivu cambia l’attacco inserendo Pio e Bonny per Lautaro e Thuram. Prima di uscire, però, il francese ha un’altra chance: all’88’ l’Inter riparte in pochi passaggi, Barella trova Sucic, che di testa prolunga verso Thuram. Il mancino immediato termina fuori di poco.
Nel recupero non cambia più nulla. Massa concede tre minuti e il punteggio resta fermo sul 2-2. Il fischio finale consegna un pareggio spettacolare ma difficile da accettare pienamente per entrambe.
La Roma può recriminare per il doppio vantaggio costruito con merito e poi disperso nella ripresa. La squadra di Gasperini aveva controllato a lungo il primo tempo, aveva trovato due gol con Koné e aveva creato anche la chance del 3-1 con Malen. Non essere riuscita a chiudere o congelare la gara pesa sulla lettura finale.
L’Inter, invece, può guardare alla reazione e alla doppietta di Lautaro, ma anche alle difficoltà iniziali. Il primo tempo è stato segnato da poca protezione in mezzo, errori in uscita e alcune occasioni concesse. Le chance avute da Bisseck, Lautaro e Bastoni prima dell’intervallo avrebbero potuto cambiare la partita, ma sono rimaste senza esito.
Il pareggio, quindi, mantiene il duello in equilibrio. Nessuna delle due squadre perde l’imbattibilità, nessuna riesce a prendersi la vetta in solitaria. La sensazione è che entrambe abbiano mostrato risorse importanti, ma anche margini da correggere.
Formazioni, arbitro e contesto prima del fischio d’inizio
La Roma è partita con il 3-4-2-1. Davanti a Svilar hanno giocato Mancini, Balerdi e Hermoso; a centrocampo Molina, Cristante, Koné e Wesley; sulla trequarti Soulé e Dybala a supporto di Malen. In panchina Gian Piero Gasperini.
L’Inter ha risposto con il 3-5-2. J. Martinez in porta, Bisseck, Akanji e Bastoni nella linea difensiva; Diouf, Barella, Zielinski, Jones e Dimarco in mezzo; Lautaro Martinez e Thuram in attacco. La squadra nerazzurra era guidata da Cristián Chivu.
La direzione di gara è stata affidata a Davide Massa di Imperia. Gli assistenti erano Melli e Berti, con Mazzoleni al Var e Di Paolo nel ruolo di Avar.
Il clima della vigilia era quello di una sfida di vertice ancora precoce, ma già indicativa. La Roma arrivava da quattro vittorie su quattro in campionato, con dodici gol segnati e uno solo subito. Malen era stato protagonista con sei reti, mentre Dybala aveva già distribuito quattro assist. L’unico passaggio meno brillante era arrivato in Champions League, con l’1-1 a Istanbul contro il Fenerbahce.
Anche l’Inter si presentava con quattro successi in quattro giornate. La squadra di Chivu aveva battuto Monza, Cagliari, Napoli e Udinese. Nel confronto con Gasperini, inoltre, veniva ricordato il precedente favorevole della stagione precedente, chiusa senza sconfitte negli incroci diretti.
Prima della gara, Marotta aveva ricordato Sandro Mazzola definendolo una figura centrale nella storia nerazzurra e sottolineando il dovere del club di conservarne la memoria. Sul piano tecnico aveva indicato la Roma come un avversario di valore, riconoscendo alla squadra di Gasperini organizzazione, qualità di gioco e la spinta di un pubblico numeroso.
Mancini, per la Roma, aveva parlato dell’Inter come di un riferimento in Italia e anche in Europa, pur ricordando che la stagione era ancora all’inizio. Il difensore aveva definito la partita un test per entrambe e aveva insistito sulla necessità di riproporre in campo il lavoro svolto in allenamento, con l’obiettivo di segnare più dell’avversario.
Diouf, dal lato interista, aveva legato la sfida alla necessità di partire meglio rispetto ad altre gare recenti. L’esterno aveva espresso orgoglio per la convocazione con la Francia, spiegando però di essere concentrato sulla partita dell’Olimpico.
Il campo ha confermato che la sfida era davvero un esame per entrambe. La Roma ha mostrato un primo tempo di grande pressione e qualità, l’Inter ha risposto con carattere e con il peso dei suoi attaccanti. Il 2-2 finale non scioglie il confronto, ma lo lascia aperto: Koné e Lautaro si prendono la copertina, la classifica resta senza un solo padrone.




