Le celebrazioni degli 800 anni dalla morte di San Francesco ad Assisi hanno visto interventi significativi da parte di Matteo Zuppi, presidente della Cei, e del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Zuppi ha condannato "la cultura della potenza" e gli interessi economici che alimentano i conflitti, sottolineando che la guerra non è inevitabile. Mattarella ha citato San Francesco come un "profeta di pace" e ha auspicato che il suo esempio possa guidare il mondo verso la pace.
Dichiarazioni di Mattarella e Zuppi
Sergio Mattarella ha evidenziato la figura complessa di San Francesco, descrivendolo come un "profeta universale" e non solo un precursore dell'ecologismo o pacifismo. Ha contestato le letture riduttive della figura del santo e ha parlato dell'importanza della "pace" e della dignità umana, criticando i conflitti "in nome di Dio". Zuppi, nel suo intervento, ha evidenziato come i nazionalismi possano danneggiare le nazioni, ribadendo l'incompatibilità della guerra con l'essenza umana.
Insegnamenti attuali di San Francesco
Mattarella ha sottolineato come gli insegnamenti di San Francesco siano ancora rilevanti, in particolare riguardo alla dignità di ogni persona e al rispetto del Creato. Ha accennato ai problemi ambientali come l'inquinamento e il riscaldamento globale, affermando che le "scelte radicali" di Francesco sarebbero necessarie oggi. Il presidente ha elogiato l'amore di Francesco per il Creato, evidenziando che la sua povertà era un'opposizione all'idolatria del denaro e la sua umiltà una ricerca di verità sincera.




