Nel luglio 2026, la Gironda, nel sud-ovest della Francia, è stata devastata da incendi che hanno portato a una delle peggiori crisi ambientali del Paese. Oltre 140mila persone sono state evacuate, secondo quanto riportato dalle autorità francesi, in quella che è stata definita una delle stagioni di fuoco più intense dal dopoguerra.
La crisi e l'evacuazione di massa
Tra il 23 e il 28 luglio 2026, gli incendi nella Gironda hanno rapidamente superato le capacità di risposta locali. L'evacuazione delle persone ha coinvolto anche la famosa penisola di Lège-Cap-Ferret, dalla quale sono state evacuate oltre 20mila persone, secondo un servizio di RaiNews. La Gironda contiene parte della Forêt des Landes, un'area fortemente vulnerabile al fuoco.
L'enorme numero di 140mila evacuati ha richiesto uno sforzo logistico senza precedenti, con piani di protezione civile attivati per gestire l'emergenza. Le operazioni di soccorso sono state significative e hanno coinvolto altri Paesi europei, inclusa la Svizzera romanda, che ha fornito supporto logistico e mezzi specializzati.
Risposta e contesto europeo
Il presidente Emmanuel Macron ha visitato il centro operativo provinciale a Bordeaux, definendo gli incendi «i più gravi dal dopoguerra». Questa emergenza è parte di una più ampia crisi mediterranea, dato che la contemporaneità degli incendi in Spagna ha esacerbato le difficoltà nel controllo del fuoco a livello internazionale. Le alte temperature e la siccità prolungata hanno contribuito alla diffusione incontrollata delle fiamme.
In questo contesto, le autorità francesi, insieme ai partner europei, hanno mostrato una forte risposta collettiva. La solidarietà si è tradotta in un supporto effettivo, che ha testimoniato l'importanza della cooperazione europea nelle emergenze naturali. Tuttavia, il bisogno di piani più robusti per affrontare l'aumentare della frequenza e intensità di tali disastri è diventato sempre più evidente.




