Le famiglie dei bambini affetti da cardiopatie e in cura presso l'ospedale Monaldi di Napoli hanno espresso "profondo disagio, dispiacere e smarrimento" a causa della prolungata sospensione delle attività chirurgiche. Questa situazione si è verificata in seguito al caso del piccolo Domenico Caliendo, che è stato vittima di un trapianto di cuore fallito. L'interruzione degli interventi è legata a un'inchiesta della Procura di Napoli che coinvolge diversi medici della struttura ospedaliera.
Inchiesta e sospensione delle attività
Le indagini avviate dalla Procura hanno portato alla sospensione delle operazioni chirurgiche presso il Monaldi. Questo ha creato una situazione drammatica per le famiglie, secondo quanto riportato in un comunicato. Molti genitori, infatti, si trovano costretti a portare i propri figli in altre regioni italiane quali Roma, Genova, Torino, Bologna e Milano per ricevere interventi complessi e cure adeguate.
Problemi di emigrazione sanitaria
Le famiglie lamentano l'impossibilità di eseguire interventi complessi in sicurezza al Monaldi, il che le obbliga a trasferirsi fuori dalla Campania. Esse sottolineano che l'assenza di un centro di riferimento vicino complica la gestione delle esigenze mediche dei loro figli. Molti di questi pazienti sono stati operati in passato dal dottor Guido Oppido e ora, senza un supporto locale, devono essere seguiti da professionisti che non conoscono, interrompendo così la fondamentale continuità di cura.
Richieste alle istituzioni
Le famiglie si appellano alla Direzione dell'Azienda Ospedaliera dei Colli, alla Regione Campania e alle istituzioni competenti, affinché trovino una soluzione immediata. Chiedono che gli interventi complessi possano riprendere in sicurezza a Napoli per garantire continuità e sicurezza delle cure per i bambini già operati.
Impatto economico e psicologico sulle famiglie
Ogni trasferimento al di fuori della propria regione rappresenta un'ulteriore sfida per le famiglie, spezzate economicamente e psicologicamente. Sono numerosi i giorni di lavoro persi e le spese insostenibili che queste devono affrontare. Le famiglie non cercano polemiche, ma esprimono la necessità di poter curare i propri figli nella loro regione, con serenità e sicurezza.




