Negli ultimi anni, l'Italia ha registrato un aumento del 40% dei detenuti minorenni dal 2022, portando il sistema carcerario giovanile in uno stato di forte stress. La popolazione carceraria negli istituti penali per minorenni (Ipm) è cresciuta passando da 280 a 570, con oltre 600 posti disponibili distribuiti su 19 strutture. Stando a fonti ministeriali, il 68,1% dei detenuti è in attesa di giudizio definitivo, evidenziando un ricorso crescente alla detenzione in mancanza di una sentenza finale.
Progetti di espansione degli istituti per minorenni
In risposta alla situazione, il governo ha attivato un piano per ampliare i posti disponibili negli Ipm attraverso la costruzione di nuove strutture e il recupero di edifici esistenti in stato di degrado. Recentemente, sono state inaugurate nuove strutture a Rovigo e ristrutturate quelle a L'Aquila e Lecce, con un incremento di cento nuovi posti. Inoltre, ulteriori ampliamenti sono previsti nei prossimi mesi, con nuove sezioni a Casal del Marmo, Torino e Bologna, per soddisfare la crescente domanda.
Dichiarazioni del Ministro Nordio e polemiche politiche
Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha descritto la situazione come grave, sottolineando la necessità di “spedire dietro le sbarre i violenti” nei casi estremi. Nonostante gli sforzi del governo, l'associazione Antigone ha criticato l'aumento delle detenzioni, definendolo un allontanamento dal carattere residuale della pena detentiva. Il Pd ha definito questa situazione una "deriva pericolosissima", mentre il M5s ha criticato le mosse del governo come "folli". Più Europa ha evidenziato come il decreto Caivano abbia contribuito al sovraffollamento degli istituti minorili.




