Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha ricevuto alla Casa di Ripetta il diploma che attesta la qualità di socio onorario di diritto del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo. La cerimonia si è svolta nella sede di Lungotevere in Augusta e ha riunito rappresentanti del Circolo, soci e famiglie.
La consegna del riconoscimento, prevista per il sindaco per la durata del mandato, è stata accompagnata dalla cravatta e dalla spilletta del Circolo. L'appartenenza era già riconosciuta dalle disposizioni statutarie. L'incontro ha messo al centro il rapporto tra il Tevere, la città e la vita associativa, con attenzione allo sport come esperienza educativa e spazio di inclusione.
Una serata alla Casa di Ripetta
Il primo cittadino della Capitale è stato accolto dal presidente Andrea Granzotto, con il consiglio direttivo e i soci. La serata è stata pensata anche come occasione per ribadire il legame tra il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo e Roma, oltre al ruolo sociale delle comunità associative.
«Il Tevere Remo è una comunità di persone e famiglie che da oltre centocinquant'anni vive insieme a Roma e al suo fiume - ha ricordato Andrea Granzotto - custodire questa storia significa continuare a darle un significato nel presente, attraverso lo sport, l'educazione dei giovani, l'inclusione e l'incontro tra generazioni. Accogliere il Sindaco nella nostra Casa di Ripetta è un'occasione per condividere questa identità e la responsabilità che sentiamo verso la città».
Storia, sport e inclusione
Fondato formalmente nel 1872, il Circolo affonda le proprie radici nelle esperienze sportive e civiche precedenti. Nel corso dell'alluvione del 1870, i primi canottieri intervennero in aiuto della popolazione romana usando le loro imbarcazioni, un episodio richiamato come segno della dimensione di servizio alla comunità presente fin dalle origini.
Negli anni, accanto all'attività sportiva e agonistica, il Tevere Remo ha sviluppato iniziative formative e progetti sociali di canottaggio. Tra queste rientrano l'adesione a Special Olympics, avviata nel 2005, e il progetto "Giochiamo a remare", rivolto ad atleti con disabilità intellettiva.
Da quel percorso sono nate anche esperienze di canottaggio integrato, con equipaggi formati da persone con e senza disabilità. In queste attività, allenamenti e gare si affiancano a obiettivi di autonomia personale e socializzazione.
Il recupero del galleggiante San Giorgio
Nel saluto del presidente è stato citato anche il percorso per la ricostruzione del galleggiante San Giorgio, temporaneamente indisponibile dopo l'incidente avvenuto quest'anno. Il Circolo ha espresso l'auspicio che Roma Capitale segua con attenzione e partecipazione il recupero di uno spazio collegato alla storia sportiva e sociale sul Tevere.
«Il ritorno del San Giorgio rappresenta per noi il recupero di una parte importante della nostra vita sul fiume - ha aggiunto Granzotto - Ci auguriamo che la sua ricostruzione possa contribuire alla vitalità di questo tratto del centro di Roma, restituendo uno spazio dedicato allo sport e alla socialità».
Dopo il saluto di Granzotto e l'intervento del sindaco, la serata è proseguita con un cocktail e con un momento di conversazione informale insieme ai soci e alle loro famiglie, secondo l'impostazione dell'incontro.




