La Procura generale di Potenza ha chiesto una pena di 15 anni e 3 mesi per Michele Nardi, ex magistrato coinvolto nel processo sulle presunte sentenze truccate al Tribunale di Trani tra il 2014 e il 2020.
La richiesta è stata formulata dal pg Maria Cristina Gargiulo nella requisitoria davanti alla sezione penale della Corte d’appello di Potenza. Nardi, 60 anni, è stato radiato dalla magistratura dopo una condanna definitiva per calunnia.
Le richieste della Procura generale
In primo grado, nel novembre 2020, Nardi era stato condannato a 16 anni e 9 mesi per associazione a delinquere, corruzione in atti giudiziari, concussione e falso. La pena ora sollecitata dal pg tiene conto della prescrizione intervenuta per alcuni capi di imputazione.
Per l’ex ispettore di polizia Vincenzo Di Chiaro la Procura generale ha chiesto 8 anni e 7 mesi, a fronte dei 9 anni e 7 mesi stabiliti in primo grado. Per l’avvocatessa barese Simona Cuomo è stata indicata una pena di 7 anni e 4 mesi: la sua posizione resta da chiarire, perché la condanna precedente era di 6 anni e 4 mesi e l’accusa non aveva presentato appello.
È stata invece chiesta la conferma delle condanne per gli altri due imputati: 4 anni e 3 mesi per Savino Zagaria e 5 anni e 6 mesi per Gianluigi Patruno.
L’inchiesta sulle sentenze truccate a Trani
Il procedimento riguarda i favori che, secondo l’accusa, alcuni magistrati avrebbero fatto all’imprenditore coratino Flavio D’Introno, già condannato. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero indagini pilotate in cambio di denaro e regali, con il contributo di avvocati, poliziotti e faccendieri.
La vicenda giudiziaria è nata a Lecce. Dopo l’annullamento della sentenza di primo grado nell’aprile 2022, la Cassazione l’ha ripristinata e ha spostato la competenza a Potenza. Resta pendente un’ulteriore istanza alla Cassazione avanzata dai giudici di Appello di Potenza, che però non ferma il processo.
Le prossime udienze
Durante la requisitoria, la Procura generale ha confermato l’impostazione accusatoria della Procura di Lecce. Si è soffermata anche sulle richieste delle difese di rinnovare l’istruttoria, con il nuovo ascolto di alcuni testimoni e l’acquisizione di altri documenti.
Il processo riprenderà il 19 novembre con l’avvio della discussione delle parti civili. Le arringhe difensive dovrebbero essere fissate a febbraio del prossimo anno; la sentenza è attesa subito dopo.




