Gli smartphone accompagnano gli utenti per gran parte della giornata, ma pochi sanno come vengono misurate le emissioni e quando l’esposizione può aumentare. Nonostante l’uso crescente di questi dispositivi, il tema delle radiazioni dei telefoni continua a sollevare dubbi, alimentati dai device sempre connessi alle reti mobili.
Comprendere il SAR
Il Specific Absorption Rate (SAR) è un parametro centrale quando si parla di radiazioni da smartphone, poiché misura quanta energia elettromagnetica viene assorbita dal corpo. In Europa, il limite è fissato a 2 watt per chilogrammo su 10 grammi di tessuto. Negli Stati Uniti, invece, la Federal Communications Commission ha stabilito un limite di 1,6 watt per chilogrammo su 1 grammo di tessuto. Tuttavia, questi valori possono variare nelle situazioni reali in base a fattori come la potenza del segnale e la distanza dall’antenna.
Radiofrequenze e Ricerche
La ricerca sulle radiofrequenze dei telefoni cellulari prosegue da oltre vent’anni e, nel 2011, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibilmente cancerogeni per l’uomo”. Tuttavia, studi epidemiologici non hanno mostrato un aumento significativo dei tumori cerebrali legati all’uso del cellulare. Si raccomanda comunque di monitorare l’uso intensivo e prolungato.
Buone Abitudini per Ridurre l'Esposizione
Ridurre l’esposizione alle radiazioni dello smartphone può essere semplice. Mantenere la distanza è efficace: l’intensità del campo diminuisce rapidamente allontanandosi dalla fonte. Durante chiamate lunghe, è preferibile usare auricolari con filo, vivavoce o cuffie Bluetooth a bassa potenza. È anche consigliato evitare di dormire con il telefono a contatto con il corpo e utilizzare la modalità aereo di notte per ridurre ulteriormente l’esposizione.




