A Roma la revisione dei permessi Ztl Roma riguarda pass intestati a persone decedute, targhe non più autorizzate e nuovi controlli per misurare ingressi e uscite dal centro storico.
Il dato che ha fatto scattare la stretta è pesante: quasi ventimila autorizzazioni della Ztl risultavano ancora legate a titolari deceduti e non erano mai state riconsegnate. In diversi casi, quei contrassegni sarebbero stati usati per continuare a entrare nel cuore della città senza averne diritto.
La risposta dell’amministrazione passa da una revisione ampia dei pass e dall’attivazione dei varchi in uscita, pensati per rendere più difficile aggirare regole e fasce orarie.
Pass intestati a persone decedute: cosa è emerso dai controlli
L’incrocio tra dati anagrafici e archivi delle autorizzazioni ha fatto emergere una falla rimasta aperta per anni. Sono stati revocati 19.900 permessi intestati a persone decedute, mai restituiti dai familiari o comunque rimasti attivi nel sistema.
Nei casi in cui è stato rilevato un uso fraudolento, sono partite denunce all’autorità giudiziaria. Il problema non riguarda solo l’irregolarità formale del documento: quei pass consentivano di circolare abusivamente nel centro di Roma, sottraendo spazio a chi aveva un reale diritto di accesso.
La stretta ha portato anche alla cancellazione di oltre 35mila targhe. Nel dettaglio, le targhe eliminate d’ufficio dal database sono 37.700, nell’ambito di un riordino che riguarda soprattutto le autorizzazioni collegate alla mobilità protetta.
Nuovi varchi in uscita: il controllo diventa bidirezionale
Finora il sistema di monitoraggio della Ztl si concentrava sugli accessi. In pratica, veniva registrato l’ingresso del veicolo, ma era molto più complesso ricostruire quanto tempo restasse all’interno dell’area regolata o se rispettasse davvero le finestre consentite.
Con i nuovi varchi posizionati anche in uscita, la polizia locale e gli uffici della mobilità potranno verificare entrata e uscita dei mezzi autorizzati. La novità rende più efficace la revisione pass Ztl, perché permette di collegare il permesso non solo al varco attraversato, ma anche alla permanenza effettiva nella zona a traffico limitato.
Per chi utilizza correttamente l’autorizzazione non cambia il principio di accesso. A cambiare è la capacità del sistema di intercettare abusi, sovrapposizioni e presenze non compatibili con le regole.
Permessi disabili Roma: da tre auto a due per ogni pass
Una delle modifiche più incisive riguarda i contrassegni per persone con disabilità. Dal 22 agosto il numero massimo di veicoli associabili a un singolo pass è stato ridotto: non più tre automobili, ma due.
La misura ha prodotto la cancellazione targhe Ztl di 37.700 veicoli inseriti in precedenza negli archivi comunali. Il punto centrale resta quello previsto dalla normativa: il contrassegno può essere utilizzato soltanto quando la persona titolare è a bordo.
Da questa regola discende un effetto pratico importante: due auto collegate allo stesso pass disabili non possono trovarsi contemporaneamente dentro la Ztl. Con il controllo anche in uscita, il sistema potrà verificare se un veicolo è effettivamente uscito prima che l’altro entri.
Nel riordino rientrano anche situazioni considerate anomale: auto sportive di grossa cilindrata o utilitarie che circolavano nel centro storico tramite pass rilasciati senza requisiti coerenti con una reale esigenza di mobilità protetta.
Accessi scolastici: meno margini per le famiglie
La revisione non si ferma ai permessi per disabili. Cambiano anche le autorizzazioni legate agli accompagnamenti scolastici nelle scuole del centro storico, con una distinzione tra studenti disabili e non disabili.
Per i genitori di minori disabili che usano due auto diverse, il sistema applicherà un controllo rigido: la seconda vettura potrà entrare nella Ztl solo dopo che la prima sarà stata registrata in uscita dal varco.
Per gli altri studenti, invece, vengono superati i vecchi pass flat, che permettevano l’accesso nell’arco dell’intera giornata. Le nuove autorizzazioni saranno agganciate alle fasce orarie delle lezioni, riducendo la possibilità di utilizzare il permesso per esigenze personali o per spostamenti serali.
La misura punta a limitare gli abusi, ma rischia di pesare sull’organizzazione quotidiana di molte famiglie, che perderanno una quota di flessibilità nella gestione di entrate, uscite e imprevisti.
L’obiettivo: alleggerire il traffico nel centro storico
Dietro la stretta c’è un dato di mobilità centro storico Roma che spiega la portata dell’intervento. Fino ad ora, nel centro storico transitavano ogni giorno 50 mila veicoli, mentre la sostenibilità teorica stimata è di 25 mila ingressi quotidiani.
L’assessore alla mobilità Eugenio Patanè ha indicato proprio questo squilibrio come uno dei nodi da affrontare. Il riordino dei permessi, insieme ai controlli in uscita, punta a riportare il volume di traffico entro limiti più compatibili con la capacità dei quartieri centrali.
La partita, quindi, non riguarda solo i furbetti del pass. Tocca l’assetto complessivo della circolazione nella Capitale: meno accessi impropri, più verifiche automatiche e un sistema di autorizzazioni destinato a diventare molto meno elastico rispetto al passato.




