Il 30 settembre 2026 è entrato in vigore il decreto legislativo numero 160, che adegua la normativa italiana all’AI Act europeo, definendo le condizioni in cui la polizia può usare sistemi di identificazione biometrica negli spazi pubblici. Questo include l'utilizzo in tempo reale, fino ad ora bloccato per la mancanza di una normativa adeguata. Tuttavia, SARI, il Sistema Automatico di Riconoscimento Immagini, è già operativo da anni, permettendo il confronto di volti raccolti durante le indagini con quelli presenti negli archivi.
SARI Enterprise: funzionamento e utilizzo attuale
SARI Enterprise, operativo dal 2018, è stato acquistato nel 2017 dal Ministero dell'Interno. Questo sistema elabora i volti acquisiti, confrontandoli con l'AFIS, un archivio che include fotografie di persone sottoposte a fotosegnalamento. Non fornisce un'identità certa, ma una lista di candidati simili, che un operatore deve verificare. Approvato dal Garante della Privacy nel 2018, ha visto un aumento d'uso: nel 2022, fu interrogato 79.362 volte, numero salito a 131.023 nel 2023, secondo StraLi e Privacy Network. Tuttavia, non si conosce quante ricerche abbiano portato a un'identificazione certa.
Modifiche per il riconoscimento biometrico in tempo reale
Il decreto del 30 settembre copre il vuoto normativo per l'uso di identificazione biometrica in tempo reale, che è ora permesso in specifiche circostanze, come la ricerca di persone scomparse, con l'autorizzazione del procuratore della Repubblica. La durata dell'autorizzazione è di 15 giorni, prorogabili per ulteriori 15, e l'attivazione può avvenire prima nei casi urgenti, richiedendo la trasmissione della richiesta entro 24 ore. Ulteriori decreti definiranno i requisiti di accuratezza e monitoraggio.
Applicazione negli stadi e in eventi pubblici
Per eventi di particolare sicurezza, il decreto permette l'uso di sistemi di videosorveglianza con riconoscimento facciale a posteriori. Le immagini possono essere conservate per sette giorni e utilizzate solo dopo la commissione di un reato. Un ulteriore decreto stabilirà le modalità operative, su consiglio del Garante della Privacy.




