La manifestazione Spin Time ha portato decine di migliaia di persone in corteo, con partenza già da Spin Time, nello stabile di Via di Santa Croce in Gerusalemme 55.
Per gli organizzatori, il segnale arrivato dalla città è stato netto: l’esperienza di Spin Time non deve restare confinata a un solo edificio, ma può parlare ai quartieri in cui emergenza casa e fragilità sociali restano senza risposte considerate efficaci.
Una richiesta di città diversa
Nel corteo hanno sfilato realtà diverse: spazi sociali, sindacati, partiti, associazionismo cattolico, movimenti, terzo settore, studenti e migranti.
Il filo comune, spiegano i promotori, è la domanda di un altro modo di vivere gli spazi urbani, lontano dalla sola logica della rendita e della speculazione immobiliare.
Il nodo del fondo Investire Sgr
Al centro delle proteste immobiliari c’è anche Investire Sgr, indicata da Spin Time come proprietaria del palazzo. Il fondo, riferisce il movimento, è stato raggiunto in diverse città italiane da iniziative di contestazione a sostegno dello spazio romano.
La critica, però, va oltre il singolo immobile: secondo gli organizzatori, per anni le politiche pubbliche avrebbero favorito la cessione del patrimonio comune a gestioni private, lasciando irrisolto il bisogno abitativo.
Diritto alla casa e agenda politica
Per i promotori, l’esperienza di Spin Time Lab e quelle simili dovrebbero essere riconosciute e, dove possibile, replicate come alternative sociali. Il movimento contesta alla destra un piano casa definito privo di risposte reali e chiama in causa anche la sinistra.
Il punto, sostengono i promotori, è rimettere il diritto alla casa al centro di ogni programma politico: non come emergenza passeggera, ma come questione stabile, fondamentale e non negoziabile.




