Il film sulla vita di Lucio Dalla prende forma con l’avvio dei casting. La regia sarà di Ambrogio Lo Giudice e il ruolo del cantautore bolognese, scomparso nel 2012, è affidato a Valentino Aquilano.
Nel racconto cinematografico entrerà anche Gianni Morandi: a interpretarlo sarà Tredici Pietro. La storia dovrebbe dare spazio al rapporto tra Lucio Dalla e Gianni Morandi, entrambi legati a Bologna e a una lunga stagione della musica italiana.
Bologna, Sorrento e Sanremo nel racconto
Gran parte delle riprese, secondo le prime indiscrezioni, sarà realizzata a Bologna, città centrale nella vita e nell’immaginario di Dalla. Non è esclusa la presenza di scorci pugliesi, legati ai luoghi che l’artista frequentò a lungo.
Nel percorso del film non dovrebbe mancare Sorrento, dove nacque “Caruso”, uno dei brani più conosciuti del suo repertorio. Un altro passaggio riguarda Sanremo: Dalla partecipò quattro volte al Festival e mantenne un rapporto molto forte con la kermesse e con il suo pubblico.
La morte improvvisa e l’ultima apparizione televisiva
Lucio Dalla morì il 1° marzo 2012, a 68 anni, per un infarto in Svizzera. La sera precedente si era esibito in concerto, dettaglio che rese ancora più improvvisa la notizia della sua scomparsa.
Sempre nel 2012 era tornato a Sanremo per quella che viene ricordata come la sua ultima apparizione televisiva davanti al pubblico di Rai1. In quell’occasione accompagnò Pierdavide Carone con il brano “Nanì”, in veste di direttore d’orchestra e co-interprete.
Il legame con la Puglia e le Isole Tremiti
Accanto a Bologna, la Puglia occupa un posto importante nella biografia artistica e personale di Dalla. A Manfredonia, sul mare a circa 40 chilometri da Foggia, trascorse parte dell’adolescenza e conobbe anche Renzo Arbore, foggiano d’origine.
Il suo rifugio più riconoscibile furono però le Isole Tremiti. Lì aveva una casa a picco sul mare con uno studio di registrazione, luogo in cui presero forma diversi lavori del suo repertorio, tra cui “Com’è profondo il mare”. La copertina di “4/3/43”, presentata a Sanremo nel 1971 tra le polemiche, mostra una parte di Manfredonia ripresa dal Faro del Molo di Ponente.
Bologna resta infine la sua grande casa simbolica e il luogo del ricordo collettivo. Dopo la morte, moltissimi italiani gli resero omaggio con fiori, frasi e pensieri, a conferma di un’eredità artistica rimasta viva.




