L'esercitazione militare "Extreme Patrol 2026" ha visto la partecipazione di oltre 300 militari delle Truppe Alpine dell'Esercito Italiano e dei loro colleghi provenienti da nazioni alleate. Questo evento intendeva valutare le capacità tattiche, fisiche e mentali delle truppe in un ambiente montano impegnativo, attraversando le province di Bolzano e Belluno.
Un'Intensa Sfida di 72 Ore
Nel corso delle 72 ore di addestramento continuativo, i partecipanti hanno operato in autonomia logistica. Le pattuglie hanno percorso oltre 60 chilometri su terreni impervi, superando dislivelli di più di 1.000 metri. Le attività includevano l'arrampicata su pareti rocciose, l'attraversamento di specchi d'acqua e l'evacuazione di feriti sotto la pressione di attacchi simulati da unità nemiche.
Tecnologia e Collaborazioni Internazionali
L'esercitazione si è distinta per l'uso avanzato di tecnologie militari. Sono stati impiegati droni per la ricognizione, reti radio satellitari e sistemi di simulazione all'avanguardia. Inoltre, la piattaforma R-Neuroplus è stata utilizzata per il monitoraggio dello stress cognitivo. Accanto agli Alpini italiani, hanno partecipato anche reparti di Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Spagna, con il supporto del 7° Reggimento Carabinieri "Trentino-Alto Adige" e del Corpo Militare della Croce Rossa.
La cerimonia di chiusura si è svolta a San Candido, tenuta alla presenza del vice comandante per le Forze da Combattimento, generale Francesco Bruno, del comandante delle Truppe Alpine, generale Alberto Vezzoli, e del sindaco Klaus Rainer. Durante la cerimonia, il 7° Reggimento Alpini è stato premiato con un trofeo dedicato al maresciallo Sara Roba, recentemente scomparsa.




