Il consultorio familiare di Bravetta, chiuso da circa un anno e mezzo a causa dei lavori di riqualificazione finanziati dal Pnrr, non verrà riaperto secondo quanto emerso. I servizi consultoriali sono stati trasferiti nella sede di Largo Quaroni, vicino a Colle Massimo, cosa che ha provocato malcontento tra la popolazione locale e studentesca.
Proteste e raccolta firme
L'associazione Progetto Enea, insieme alla Rete degli Studenti Medi del quadrante sud-ovest, ha manifestato preoccupazione per la chiusura del consultorio. Aron Vinci, coordinatore del municipio XII di Progetto Enea, ha dichiarato che l'apertura delle Case di Comunità, seppur positiva, non dovrebbe avvenire a spese del consultorio, fondamentale per i giovani della zona essendo vicino a scuole come i licei Montale e Malpighi. Per cercare di opporsi a questa decisione, sono state avviate una raccolta firme e l'organizzazione di un appello pubblico.
La nuova sede
La nuova sede a Largo Quaroni presenta difficoltà di accesso, secondo Renato Midiri, capogruppo Pd al municipio, che critica la posizione isolata e servita da una sola linea di autobus. Midiri sostiene che la rimozione dei presidi, come il consultorio di Bravetta, contrasta con le necessità della popolazione locale.
Situazione politica e regionale
Nonostante numerose sollecitazioni alla Regione Lazio durante i lavori, non è emersa la volontà di trovare soluzioni alternative per mantenere aperto il presidio. L'amministrazione municipale, rappresentata da Midiri e dal presidente del municipio Elio Tomassetti, intende continuare a fare pressione politica affinché il consultorio venga riaperto nella zona di Bravetta.




