Il 16 settembre 2026, l'amministrazione Trump ha autorizzato un consistente pacchetto di forniture militari per Israele, del valore di 2,8 miliardi di dollari. Questo rappresenta il trasferimento più significativo di munizioni pesanti dagli Stati Uniti a Israele degli ultimi anni. L'accordo include 40.000 bombe da una tonnellata, il cui uso in aree densamente popolate ha già sollevato profondi interrogativi in ambito diplomatico e umanitario.
Dettagli del pacchetto
Il pacchetto approvato comprende un totale di 40.000 bombe, suddivise tra 20.000 bombe MK-84 e 20.000 BLU-117, oltre a 20.000 testate perforanti I-2000 Penetrator. Le MK-84 sono bombe da circa 900 chilogrammi, con un raggio di frammentazione letale oltre i 300 metri e un effetto di pressione esteso. Le BLU-117, simili nella potenza, sono ottimizzate per penetrare strutture in cemento prima di detonare, generando onde d'urto che complicano la valutazione del rischio civile.
Contesto del conflitto e impatto umanitario
Il conflitto a Gaza, cominciato nell'ottobre 2023, ha riacceso il dibattito sulle forniture militari nel Medio Oriente. La situazione umanitaria a Gaza è critica, con infrastrutture civili gravemente danneggiate e ostacoli per l'accesso agli aiuti umanitari. Le bombe comprese in questo pacchetto potrebbero aggravare ulteriormente il quadro, data la natura potenzialmente devastante delle munizioni nel contesto urbano.
Implicazioni internazionali e posizioni politiche
La decisione di approvare questo pacchetto sottolinea il sostegno incondizionato dell'amministrazione Trump verso Israele, in un contesto di instabilità geopolitica globale. Sebbene ci siano state riserve espresse da parlamentari statunitensi e paesi europei sull'uso di munizioni pesanti, non vi sono documentate obiezioni formali specifiche a questo pacchetto. La Giordania ha seguito con attenzione questi sviluppi, riflettendo l'attenzione regionale su tale mossa.



